Maroni e le sopite italiche sinapsi

di: J.A. Brady

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Una delle tendenze del politico è quella di considerare l’elettore come un individuo dalla memoria corta. In Italia poi – terra di Machiavelli e Guicciardini, dove l’esercizio della politica supera spesso le acrobazie degne del Cirque du Soleil – il politico confida molto sulla bradipesca attività sinaptica dell’elettore.

Ma nel tempo della comunicazione globale ed immediata il gioco, per la classe politica, si fa sempre più difficile. Ecco allora che l’esercizio di ricerca (venato di un sottile e perfido piacere, lo ammettiammo) di ciò che hanno espresso in passato gli esponenti politici, diventa prassi obbligata. Ciò per risvegliare, in qualche maniera, la sopita memoria del cittadino.

Oggi tocca a Roberto Maroni. Il 3 ottobre 1999 l’attuale Ministro degli interni rilasciò una intervista a La Padania di cui riportiamo alcuni significativi passi.

Domanda: Secondo lei Berlusconi ha aperto di fatto la campagna elettorale? Queste sue dichiarazioni, tra l’altro, le ha fatte da una delle sue televisioni, ospite di Maurizio Costanzo.

Maroni: “Campagna elettorale, certo. Questo rafforza in me e in ogni leghista la consapevolezza che da quest’uomo bisogna stare alla larga. Sembra una persona perbene, ma chi lo conosce bene si rende conto che questa falsa immagine e’ basata sull’ipocrisia e sulla bugia. La falsita’ sistematica come modo di far politica“.

Domanda: Evidentemente e’ un sistema che paga, visto che tutti i sondaggi danno Berlusconi in grande crescita.

Maroni: “Paga per un solo motivo: Berlusconi ha una grande forza che lo sostiene, la televisione. Se fosse un politico qualunque senza Fede e fidi che tutte le sere lo presentano per quello che sembra essere e non per quello che e’, il fenomeno Berlusconi si sgonfierebbe in pochissimo tempo. Purtroppo, con il sostegno delle televisioni private sue personali, private di altri e pubbliche, il sistema basato su cio’ che appare convince la gente. Gente ormai rassegnata, stanca, non piu’ indignata come qualche anno fa, che vuole solo divertirsi. Questo e’ il motivo per cui Berlusconi vince. E’ un fatto di estrema gravita’ con i poveri mezzi d’informazione che abbiamo, ma che il governo e questa maggioranza sottovalutano in modo difficilmente comprensibile“.

Domanda: A questo proposito Berlusconi ha gia’ detto che un’eventuale legge sul conflitto d’interesse significherebbe tagliarlo fuori dalla corsa a Palazzo Chigi.

Maroni: “Tutta la potenza di fuoco di Berlusconi si basa non sui programmi e sugli uomini, ma sulla realta’ virtuale di cio’ che appare e sulle falsita’. Insomma: sulla fiction. E se gli porti via lo strumento con cui puo’ diffondere la sua politica-fiction, e’ chiaro che si sgonfierebbe immediatamente. E’ per questo che Berlusconi grida al complotto contro norme assolutamente normali in una democrazia occidentale“.

L’intervista completa può essere consultata qua. Una doverosa precisazione è d’obbligo. I link rimandano al sito de La Padania, sito che da molto tempo risulta offline e in perenne costruzione. Ci sembra evidente quindi la volontà dei responsabili del quotidiano leghista di  rendere inaccessibili gli articoli pubblicati. Peccato per loro che qualcuno sia arrivato prima.

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