“You say potato”, cioè: bada a come parli
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I quotidiani nazionali riportano la notizia che la varietà di patata geneticamente modificata “Amflora” potrà essere coltivata in Europa a scopo “alimenti per animali”. Senza entrare nel merito dei potenziali rischi per la salute - a tutt’oggi però ancora da dimostrare per mancanza di tempo e studi su larga scala – preme sottolineare la natura “gossipara” della notizia, tendenza (pare) sempre sempre più in voga. La Stampa e il Corsera, per esempio, nell’edizione online titolano “Fine dell’embargo“, dando l’impressione di avere a che fare con qualche “stato canaglia” (a questo proposito, era assai più preferibile il termine “moratoria” utilizzato dall’Ansa).
Un embargo rende certamente la notizia maggiormente “d’effetto”, ma richiamando situazioni ben più drammatiche, in questo caso non ha molto a che vedere con lo stop alla coltivazione di un tubero. Oltretutto, il termine reca in sé una connotazione di “ingiustizia” che trasforma il via libera della patata in questione in qualcosa di ancora più legittimo. Infine fuorviante, quantunque in questo caso non “gossiparo” ma proprio fuori luogo (letteralmente), il commento attribuito al Vaticano. Forse la Santa Sede ritiene che in Italia (in Europa, diciamolo) rischiamo di morire di fame?
- 2 marzo 2010

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