La forza del quarto potere

di: J.A. Brady

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Cosa succede in un Paese quando un suo organo d’informazione rivela gli imbrogli dei deputati in tema di rimborso spese? Può succedere, come fatto del tutto normale, che la terza carica dello Stato si dimetta pur non essendosi direttamente macchiata di nessuna appropriazione indebita o furto. Questo è quanto avviene nel Regno Unito.

Succede infatti che il Daily Telegraph ha iniziato a pubblicare nei giorni passati degli atti interni della Camera dei Comuni che dimostrano come alcuni deputati laburisti abbiano percepito dei rimborsi spese gonfiati ed inesistenti; in parole povere hanno fatto la cresta, talvolta in maniera sfacciatamente esagerata e continuata nel tempo, al rimborso loro spettante per legge. Non parliamo di tangenti, fondi neri, corruzione di terzi, ecc. ma di appropriazione di pubblico denaro.

Conosciamo il Daily Telegraph come giornale di area conservatrice e quindi, ragionando con un italico metro comparativo, ci viene facile pensare ad una mirata politica editoriale intesa a screditare l’attuale inquilino del n.10 di Downing Street, il laburista Gordon Brown. Niente di più falso perché il Daily Telegraph, fedele a quel ruolo di guardiano della democrazia che la stampa si è ritagliata nel mondo anglosassone, nei giorni successivi ha cominciato a pubblicare  documenti che comprovano che lo stesso giochetto é stato fatto bellamente anche dai deputati conservatori (otto di loro appartenenti allo Shadow Cabinet o Governo Ombra e che lì, a differenza di quello uolteriano, funziona), tanto che anche fra loro sono cominciate a cadere le prime teste.

Ma il personaggio di maggior spicco costretto a dimettersi  è la terza carica dello stato britannico, ovvero lo Speaker  della Camera dei Comuni Michael Martin che, come dicevamo, pur non essendosi macchiato di alcuna colpa personale é stato posto sotto accusa per non essersi accorto per tempo di ciò che stava avvenendo e per non aver saputo gestire la tempesta che si è abbattuta sull’istituzione britannica.

Questa storia, i cui sviluppi sono quotidiani, ci pone alcune considerazioni. La prima è quanto fondamentale possa essere la funzione di controllo che una stampa libera da ogni condizionamento politico-economico può avere in una democrazia compiuta e nella quale il ruolo ed i confini di ciascun attore – esecutivo, legislativo, economico, informativo – sono ben definiti. Già a suo tempo la funzione primaria che ebbe il Washington Post nello scandalo Watergate (con le conseguenti dimissioni del presidente Nixon)  lo dimostrò ampiamente.

Una seconda considerazione, amarissima e tutta nostrana questa, ci viene al solo pensare ad una recente ed indecente trasmissione televisiva nella quale il capo dell’esecutivo Silvio Berlusconi ebbe modo di NON rispondere a NON domande poste da personaggi che niente hanno a che fare con l’informazione. Quella vera, anche se conservatrice, del Daily Telegraph.

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Una Risposta a “La forza del quarto potere”

  1. [...] infatti le sue dimissioni dopo che a seguito delle rivelazioni del Daily Telegraph – di cui abbiamo già parlato – è risultato che aveva inserito nella lista del rimborso spese, quindi a carico del [...]

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