Invasione islamica, una proposta per fermarla
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Di solito si calcola che la popolazione di immigrati extracomunitari di questo Paese sia attorno ai quattro milioni e che i bambini siano circa 360.000 di cui un terzo nati da genitori poveri. Ed ecco la domanda: come è possibile allevare questa moltitudine di bambini e provvedere loro? Io quindi presenterò ora, umilmente, le mie proposte che, voglio sperare, non solleveranno la minima obiezione.
E’ cosa ben triste, per quanti viaggiano nel nostro paese, vedere le strade, sia in città, sia fuori affollate di donne extracomunitarie che domandano l’elemosina seguite da tre, quattro, sei bambini tutti vestiti di stracci, e che importunano così i passanti. Queste madri, invece di avere la possibilità di lavorare e guadagnarsi onestamente da vivere, sono costrette a passare tutto il loro tempo andando in giro ad elemosinare il pane per i loro infelici bambini, i quali, una volta cresciuti, diventano ladri.
Penso che tutti i partiti siano d’accordo sul fatto che tutti questi bambini, in quantità enorme, costituiscono un serio motivo di lamentela, in aggiunta a tanti altri, nelle attuali deplorevoli condizioni di questo Paese; e, quindi, chiunque sapesse trovare un metodo onesto, facile e poco costoso, atto a rendere questi bambini parte sana ed utile alla comunità, acquisterebbe tali meriti presso l’intera società.
Io desidero in questa sede presentare la mia modesta proposta per impedire che i bambini degli extracomunitari siano a carico dei loro genitori o del Paese ospitante.
Appena questi infanti raggiungono l’età di un anno io propongo di provvedere a loro in modo tale che, anzichè essere di peso ai genitori o alla parrocchia o alle organizzazioni volontarie, o allo stato contribuiranno invece alla nutrizione e in parte al vestiario di migliaia di persone. Un altro grande vantaggio del mio progetto sta nel fatto che esso impedirà gli aborti procurati dalla legge 194 del 1978 e dalla pillola abortiva RU 486.
Un amico, uomo molto istruito e che ha girato il mondo, mi ha assicurato che un infante sano e ben allattato all’età di un anno è il cibo più delizioso, sano e nutriente che si possa trovare, sia in umido, sia arrosto, al forno o lessato; ed io non dubito che possa fare lo stesso ottimo servizio in fricassea o al ragù.
Espongo allora alla considerazione del pubblico che dei centoventimila extracomunitari già calcolati, ventimila possono essere riservati alla riproduzione della specie, dei quali solo un quarto maschi, il che è più di quanto non si conceda ai montoni, ai buoi ed ai maiali; ed il motivo è che questi bambini sono di rado frutto del matrimonio, particolare questo che i nostri selvaggi immigrati non tengono in grande considerazione, e, di conseguenza, un maschio potrà bastare a quattro femmine. I rimanenti centomila, all’età di un anno potranno essere messi in vendita a persone di qualità e di censo di tutto il Paese, avendo cura di avvertire la madre di farli poppare abbondantemente l’ultimo mese, in modo da renderli rotondetti e paffutelli, pronti per una buona tavola.
Un bambino renderà due piatti per un ricevimento di amici; quando la famiglia pranzerà da sola, il quarto anteriore o posteriore sarà un piatto di ragionevoli dimensioni e, stagionato, con un pò di pepe e sale, sarà ottimo bollito al quarto giorno, specialmente d’inverno. Ho calcolato che, in media, un bambino extracomunitario appena nato venga a pesare 3,5 kg e che in un anno solare, se nutrito passabilmente, arrivi a 10 kg.
Ho anche calcolato che il costo di un allevamento per un infante di immigrati extracomunitari è di qualche decina di euro, stracci inclusi; ed io penso che nessun signore si lamenterà di pagare un centinaio di euro il corpo di un bambino ben grasso. I più parsimoniosi (ed io confesso che la nostra epoca ne ha bisogno) potrebbero scuoiare il corpo, la cui pelle, trattata artificialmente, dà meravigliosi guanti per signora e stivaletti estivi per signori eleganti.
Per quanto concerne le nostre città del nord quelle più esposte al fenomeno – Milano, Bergamo, Venezia ed altre -, nella parti più acconce, potrebbero apprestarsi mattatoi per codesta bisogna; e possiamo star certi che non mancheranno i macellai.
Io ritengo che i vantaggi offerti dalla mia proposta siano molti e più che evidenti, ed anche della massima importanza.
Primo: come già osservato diminuirebbe il numero degli islamici dai quali siamo infestati annualmente, dato che, nella nazione, sono quelli che fanno più figli, oltre ad essere i nostri nemici più pericolosi.
Secondo: i poveri affittuari avranno dei beni di loro proprietà.
Terzo: previsto che il mantenimento di centomila bambini extracomunitari dai due anni in su non può essere calcolato ad un costo inferiore a cinquecento euro l’anno per ogni capo, il patrimonio della nazione aumenterà; ed il denaro circolerà fra di noi, essendo l’articolo completamente di nostra produzione e lavorazione.
Quarto: i produttori regolari, oltre al guadagno ottenuto annualmente con la vendita dei bambini extracomunitari, si libereranno del peso di mantenerli dopo il primo anno di età.
Quinto: questa nuova pietanza porterà anche molti consumatori nelle trattorie, e gli osti avranno certamente la precauzione di preparala alla perfezione.
Potrebbero elencarsi molti altri vantaggi. Ad esempio l’aumento di qualche migliaio di esemplari nella nostra esportazione di manzo, un miglioramento dell’arte nel fare il buon prosciutto che si trova in quantità tanto scarsa a cagione del grande consumo che facciamo di maialini da latte, una pietanza troppo frequente nelle nostre mense che tuttavia non è neppure alla lontana paragonabile, sia per sapore sia per la figura che fa, a quella fornita da un bambino extracomunitario di un anno, grasso e ben pasciuto: il quale, arrostito intero, farà una splendida figura alla festa del sindaco della città o a qualsiasi altro ricevimento pubblico.
Quanto a me, stanco com’ero di offrirvi utopie inutili ed oziose, alla fine disperavo ormai del successo: quando per fortuna mi è venuta in mente questa proposta che, essendo interamente nuova, presenta alcunchè di solido e di concreto, è di nessuna spesa e di poco disturbo, rientra pienamente nelle nostre possibilità di attuazione, e non fa correre il rischio di recar torto alla Unione Europea. Infatti questo tipo di merce non tollera l’esportazione, perchè la carne è di consistenza troppo tenera per consentire una lunga durata nel sale.
Dichiaro con tutta la sincerità del mio cuore che non ho il minimo interesse personale a cercar di promuovere quest’opera necessaria e che non sono mosso da altro motivo che il bene generale del mio Paese, nel miglioramento dei nostri commerci, nell’assistenza ai piccoli e l’aiuto ai bisognosi, e nella possibilità di offrire qualche piacevole passatempo agli abbienti.
- 30 agosto 2009

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