Gli Angelucci querelano Wikimedia
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Un italiano su due accede alla rete. Magari attraverso un digital divide degno del terzo mondo, ma vi accede. E questa è una falla per chi monopolizza e controlla il flusso e la qualità dell’informazione. Uno dei modi per intimorire è quello di adire a vie legali. Del resto il presidente del consiglio insegna.
Tramite Punto Informatico abbiamo appreso la notizia – che non trova il giusto e dovuto risalto sulla stampa – che gli Angelucci – Giampaolo ed il padre Antonio senatore del Pdl – hanno intentato causa civile a Wikimedia chiedendo 20 milioni di euro di danni. Al confronto i due richiesti da Berlusconi alla Repubblica e l’Unità sono spiccioli.
Frieda Brioschi presidente di Wikimedia Italia ha tra l’altro dichiarato che: «Il contenzioso è stato avviato nel mese di luglio: Giampaolo e Antonio Angelucci, quest’ultimo parlamentare in forza al PdL, hanno scagliato contro Wikimedia Foundation l’accusa di aver diffuso affermazioni diffamanti. Poco importa che sia la selezione operata dagli utenti a gestire i commons informativi messi in comune e plasmati dalla community: Giampaolo e Antonio Angelucci si sono rivolti a Wikimedia chiedendo 20 milioni di euro nonostante Wikimedia non sia proprietaria dei server né del dominio, nonostante non abbia alcun controllo né alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati e modificati dagli utenti.»
Non ci è stato possibile esaminare la pagina di Wikimedia “incriminata” in quanto bloccata ed oscurata dalla stessa Wikimedia attraverso una Open-source Ticket Request ma, immaginiamo, avesse a che fare con le vicende giudiziarie degli Angelucci legate alle indagini per falso e truffa ai danni delle Asl del Lazio. Non escludiamo a priori che la pagina potesse contenere elementi diffamatori ma è la procedura intrapresa che lascia adito a dubbi. Perchè, secondo Frieda Brioschi, non vi è stato «Nessun contatto informale, nessun tentativo di percorrere le procedure su cui si fonda l’enciclopedia libera né di rintracciare e rivolgersi al singolo cittadino della Rete autore della sortita: gli attori si sono limitati a sporgere denuncia contro Wikimedia».
Gli Angelucci sono tra l’altro editori del quotidiano Libero. Hanno – udite, udite – una partecipazione al Riformista dopo averne avuta una, fino al 2000, anche nell’Unità. Una breve storia sul loro impero in questo articolo della Stampa.
- 17 settembre 2009

[...] come Libero Mercato ed il Riformista sono di proprietà della famiglia Angelucci, famiglia di cui abbiamo già parlato a proposito della richiesta di risarcimento per 20 milioni di euro da loro presentata contro la [...]