Sbatti l’onestà in cronaca
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La notizia potrebbe apparire curiosa ad una lettura superficiale, in realtà è un duro j’accuse. Un imprenditore milanese, Antonio Mangone, amministratore delegato e socio della Big Size – una concessaria di spazi pubblicitari all’aperto – ha scritto al governo ed al prefetto ed ha fatto pubblicare una lettera a pagamento sulla cronaca milanese di La Repubblica per chiedere di essere salvato. “AAA Cercasi persona generosa e di cuore per una prestito d’onore di 100mila euro” questo il titolo della lettera.
I sostanza la Big Size, pur vantando crediti insoluti per un milione di euro, non riesce ad accedere ad un prestito che la metterebbe al riparo da eventuali protesti, con tutte le immaginabili conseguenze. La lettera è una vera e propria accusa contro un sistema bancario che valuta il rating di affidabilità attraverso un computer e senza tener conto del vissuto umano. La lettera, inoltre, non risparmia critiche al governo che niente fa per proteggere i lavoratori e le piccole aziende da una crisi devastante sia sotto l’aspetto occupazionale, che per quello piccolo-medio imprenditoriale.
Ma c’è di più, ed è su questo vogliamo porre l’attenzione. Mangone termina la sua lettera dicendo: ” Tra crisi e nepotismo sto assistendo alla nostra morte, senza nessuna difesa“. Il nepotismo a cui si riferisce è un appalto del Comune di Milano da lui vinto per 800.000 euro. Ma tutto è stato rimesso in discussione per una modifica al regolamento e con la conseguenza che la nuova gara è stata vinta, per 600.000 euro, dalla ADV Holding.
L’amministratore delegato ed azionista della ADV Holding è tale Marco Dell’Utri. Dice niente questo cognome? Ebbene sì; si tratta infatti del figlio di Marcello Dell’Utri, il senatore del PdL meglio conosciuto per le sue vicende giudiziarie di stampo mafioso che non per le sue attività parlamentari e bibliofile. Per carità nulla da eccepire – fino a prova contraria – sulla validità della gara, ma definirla quantomeno una curiosa coincidenza ci pare il minimo.
I risultati della gara promossa dal Comune di Milano, ovvero l’utilizzo degli spazi della centralissima Piazza Arengario, si possono vedere qua, sul sito dell’azienda stessa.
La ADV Holding – pur operando sopratutto a Roma e Milano – strizza l’occhio a Palermo sponsorizzando la locale squadra di rugby militante nel campionato di serie B. Ma questa è solo una curiosità. O no?
- 22 settembre 2009

Trovo veramente ingenuo pensare che un prestito di soldi veri possa esser elargito tenendo conto “del vissuto umano”. Che diavolo vorrebbe dire? Se il milione di euro è “insoluto” (leggi “inesigibile”), questo milione semplicemente non esiste. L’idea (peraltro giustamente tremontiana, visto che è priva di senso) per cui un’entità razionale dovrebbe “scommettere” (cioè assumersi dei rischi privi di riscontri e a spese dei correntisti) sull’impresa mi pare venga dallo stesso milieu ideologico per cui “i banchieri” (o i “poteri forti” o “gli ebrei”) manovrano occultamente nunsesacché ai danni di chi se ne lamenta, il quale è ovviamente una personcina (forse l’unico cuordoro in circolazione) lavoratrice e dal cuore d’oro, esposta all’avversa sorte ed al destino cinico e baro…
fino all’anno scorso giocavo nel palermorugby..è una società pulita (per quanto ne possa sapere un giocatore)..l’ultima frase dell’articolo potrebbe infangare l’immagine di questa squadra che quest’anno ha raggiunto la storica promozione in serie B e che lavora tutti i giorni per togliere i bambini palermitani dalla strada e quindi dalle grinfie della malavita..desidererei più chiarezza a riguardo.
Sono molto colpito da questo articolo e – ancora di piu’ dai relativi commenti….. io aggiungerei qualcosa di ancora piu’ cinico: e se il signor Antonio Mangone (protagonista dell’annuncio pubblicitario) non esistesse davvero, e fosse solo l’espediente giornalistico per testare la sensibilita’ italiana alla sfiga? (vedi le reazioni: da una parte il realistico “un debito e’ un debito”, dall’altra il populistico “la squadra salva i bambini dal male”). Alla fine, secondo me, siamo fottuti uguale. I Dell’Utri a ostriche e sciampagne, al popolino il gusto sterile di poter dire la nostra su un blog. Vabbe’………