Bossi condannato all’ergastolo.O no?

di: J.A. Brady

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La legge è uguale per tutti. Ma ne siamo proprio così sicuri? Parliamo allora della disparità di trattamento di fronte a due presunti reati commessi proprio nel giorno in cui la Suprema Corte ci ricordava – e ribadiva – un concetto fondante della nostra Costituzione. Naturalmente riportiamo, prendendole per buone,  le notizie riportate  dagli organi di stampa.

Orbene sei cittadini di fronte a Palazzo Grazioli hanno urlato al presidente del consiglio: “In galera, in galera, la legge è uguale per tutti “. I sei sono stati fermati, portati in commissariato, identificati  e denunciati per “vilipendio ed oltraggio a carica istituzionale” così come previsto dall’art. 290 del c.p.p.. Ovviamente sarà la Magistratura a giudicare se quelle parole costituiscono o meno reato. Ma il punto è un altro. Perché sempre nello stesso giorno il Ministro per le riforme Umberto Bossi, dopo la sentenza sul Lodo Alfano, ha dichiarato: “se si ferma il federalismo facciamo la guerra“.

Naturalmente nessuno ha fermato Bossi, l’ha portato in commissariato, indetificato e denunciato ai sensi  dell’art.286 del c.p.p. che così recita:  “Chiunque commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello Stato è punito con l’ergastolo“.

Chiunque, sottolineiamo. O no?

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