Ganasce

di: brunilda

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È di qualche giorno fa l’annuncio che Microsoft manderà in pensione Works, per sostituirla con una versione ridotta di Office, chiamata per l’appunto Office Starter, installata di default sui nuovi PC a partire dal 2010.

Come ben illustra questo articolo in inglese, la decisione sembra essere motivata dalle poche simpatie che la suite Works pare riscuotere e dal fatto che l’attuale versione trial di Office chiude i battenti dopo 60 giorni, con l’utente che a quel punto può scegliere di spostarsi verso lidi Open Source. In quest’ottica, una ridotta versione di Office (elaboratore testi e foglio di calcolo) senza scadenza e con funzioni limitate (da sbloccare acquistando una chiave d’attivazione) punterebbe alla fidelizzazione dell’utente – vuoi per abitudine vuoi per simpatia – e, in ultima analisi, al tanto sospirato upgrade.

Non va poi tralasciata l’ipotesi che questa mossa sia anche dettata dal tentativo di contrastare il download illegale di Office tramite il peer-to-peer, facilitando per l’appunto il passaggio alla versione completa. La versione “ad usum delphini” di Office dovrebbe inoltre contenere banner pubblicitari, un elemento non trascurabile allorché si dovranno fare i conti con la praticità d’uso della stessa.

A parere di chi scrive, il risultato sarà che chi per un motivo o per l’altro sceglie o deve scegliere di dare la sua preferenza alla casa di Redmond si ritroverà tra le mani un Office con le ganasce, fastidiosi banner pubblicitari e il costante prurito di fare l’upgrade, magari a scapito di altre soluzioni più convenienti.

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