PD: funerale a Rio

di: Jaques M. Hotteterre

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Ci fanno o ci sono? Sono coglioni o mascalzoni? Queste sono le domande che ci stiamo ponendo dopo le vergognose assenze – 20 del PD – che hanno garantito la sopravvivenza dell’esecutivo.  Perché il dubbio che questa gente sia politicamente ottusa o opportunista, ci pare a questo punto lecito. Un Berlusconi che sale il Colle per rimettere il suo mandato una manciata di giorni prima della sentenza sul Lodo Alfano, era quanto probabilmente sarebbe avvenuto. A questi signori il merito di non aver concretizzato l’occasione. Perchè adesso è ormai chiaro, e al di là di ogni ragionevole dubbio, che loro sono la garanzia della sopravvivenza politica e culturale di Berlusconi e del berlusconismo.  Su questo Silvio ha ragione, dobbiamo dargliene atto.

Ci domandiamo infatti quale credibilità residua possa avere un  partito che ha un capogruppo – Antonello Soro – che non riesce ad imporre la presenza in aula dei propri deputati. Ma forse il capogruppo è il minore dei problemi visto che è lo stesso partito che invia tre deputati  in Spagna – Melandri, Pistelli e Lanzillotta -  a seguire l’importantissima ed ineludibile Global Progress Conference. E che credibilità può ormai avere un D’Alema che prima definisce le assenze come inopportune e poi, rispondendo ad una domanda sulla sua assenza del giorno precedete, risponde con “Ero a una manifestazione, non mi era stato spiegato che era un voto importante”. Se riuscite a sopportare i circa due minuti di intervista la potete vedere qua.

Ma a parte questo e a parte la strana pandemia alla quale si sono appellati molti assenti, due sono le assenze che fanno  ulteriormente riflettere. Quella dell’inciliciata numeraria dell’Opus Dei Paola Binetti che ha commentato la sua assenza (era ad una conferenza per il 150 anni della Croce Rossa) con: “Ho valutato che era grave, ma non potevo prevedere l’assenza massiccia della maggioranza da rendere l’assenza di una persona come rilevante“. Dimenticando che, a prescindere da cosa venga dibattuto e votato, in aula si deve essere presenti perché sei stato eletto  e sei pagato per far quello, solo quello. E non ci pare un grande sforzo lavorativo essere presenti e premere un bottone.

Ricordare alla Binetti e agli altri assenti le presenze continue – molto spesso determinanti – dei vecchietti senatori a vita Ciampi e Rita Levi Montalcini  nella passata legislatura, è un esercizio sprecato.

L’altra assenza era quella di Fabio Porta che si trovava in Brasile per presentare nei locali circoli del PD la mozione Bersani. Gli eccezionali risultati conseguiti in terra carioca gli hanno fatto affermare trionfalmente che : “I congressi  si stanno rivelando una straordinaria opportunità per riprendere quel cammino di costruzione del PD nel mondo che ha stentato a decollare negli ultimi due anni; interpreto anche in questo senso la forte vittoria della mozione Bersani“.

Musica, questa, per le orecchie di Bersani, il sempre più probabile futuro segretario del PD. Ora egli sarà più tranquillo perché avrà la concreta possibilità di far ripartire dai circoli brasiliani, fra samba e maracas, il rilancio del partito in un quadro di radioso futuro per la sinistra italiana.

Olè !


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