Quando Firenze era Capitale della ricerca

di: laredazione

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Negli anni successivi alla prima rivoluzione industriale e all’epopea napoleonica, ovvero nella prima metà dell’Ottocento, lo sviluppo tecnologico e l’interesse per la scienza influenzarono in profondità la società italiana ed europea, con progressi senza precedenti in ogni campo, dalla matematica alla fisica, dalla chimica alla biologia. Alimentata dalla sensibilità illuminista per la ricerca scientifica utile, la tradizione galileiana divenne strumento di “progresso senza avventure” (sociale, economico, culturale) e fu coltivata con particolare lungimiranza, ma anche con avveduta prudenza, dai Lorena granduchi di Toscana e dalle classi dirigenti. Grazie a Ferdinando III e Leopoldo II, nella Toscana felix di quegli anni si affermarono personalità come Vincenzo Antinori e vi si stabilirono astronomi di fama come Jean Louis Pons e Giovan Battista Amici, fisici come Leopoldo Nobili, botanici come Filippo Parlatore.

In Toscana si svolsero anche i primi Congressi degli scienziati italiani che fornirono, tra l’altro, importanti contributi alla causa risorgimentale. A Firenze, dove nel 1841 fu realizzata alla Specola la Tribuna di Galileo, si svilupparono l’Accademia dei Georgofili e l’Osservatorio Ximeniano ( fondati nel 1753), nacquero il Gabinetto Vieusseux (1820) e l’Istituto tecnico toscano (1850). Il 1848 vide invece l’inaugurazione della ferrovia Firenze-Livorno con la stazione Leopolda e della FirenzePrato-Pistoia con la stazione dedicata alla granduchessa Maria Antonia. Prodotto di quel clima sociale e culturale, risale al 1829 la stessa fondazione della Cassa di risparmio di Firenze, che nel 2009 celebra dunque i 180 anni di attività.

Uno dei padri fondatori, Cosimo Ridolfi, fu peraltro attivissimo anche nella promozione di studi e attività scientifiche, tra l’altro con la creazione dell’Istituto agrario (1834), il primo in Italia. Per rievocare questa straordinaria stagione pre unitaria, in cui Firenze fu la capitale intellettuale d’Italia e uno dei centri europei del sapere scientifico – nel capoluogo toscano videro la luce, tra gli altri, il primo telegrafo, la prima telescrivente, i primi esperimenti sul telefono, perfino il primo motore a scoppio – e anche per «valorizzare i giacimenti culturali meno frequentati», a partire dal primo novembre (e fino al 9 maggio 2010) prenderà il via Firenze Scienza, un evento che rientra nel ciclo “Piccoli Grandi Musei”, promosso dall’ente Cassa di risparmio e patrocinato dall’università di Firenze e dal ministero per i Beni e le attività culturali.

Firenze Scienza è il titolo unificante di una spettacolare rassegna articolata in quattro diverse esposizioni. Una (pitture, sculture, e così via) sarà allestita dal primo novembre a palazzo Medici Riccardi. Tre, dall’8 novembre, in altrettante celebri istituzioni del centro storico, dove si custodiscono le collezioni scientifiche più ricche e importanti d’Europa: museo di Storia della scienza ( futuro museo Galileo), museo di Storia naturale La Specola, Gabinetto di Fisica della Fondazione di scienza e tecnica. Il percorso espositivo presenta migliaia di oggetti, strumenti, reperti, oltre a dipinti, disegni, sculture di particolare valore e rarità.

Ecco il programma nel dettaglio. A palazzo Medici Riccardi: “Firenze 1829. Arte, scienza e società”, a cura di Silvestra Bietoletti. Al museo di Storia naturale: “La Tribuna di Galileo e la Specola fiorentina”, a cura di Fausto Barbagli. Al museo di Storia della scienza: “La Fisica a Firenze nell’Ottocento. Macchine e modelli da utilizzare”, a cura di Simone Contardi e Mara Miniati. Alla Fondazione scienza e tecnica: “La didattica delle scienze nell’800”, curatori Paolo Brenni, Anna Giatti, Guido Gori. Da non perdere l’appuntamento alla Specola dove, per la prima volta, sarà aperto al pubblico il Torrino, ovvero l’antico osservatorio astronomico.

fonte: TerraNews

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