Chi pagherà i libri per le classi elementari?
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Parliamo della gratuità dei libri di testo per le classi elementari. Lo facciamo partendo da come essa fu introdotta. Nel 1964, con la legge n.719 del 10 agosto – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.218 del 5 settembre 1964 – il legislatore decise – a nostro avviso saggiamente – la gratuità dei libri scolastici per gli alunni delle classi elementari delle scuole pubblice e – citiamo testualmente l’articolo 1 della legge – per quelle autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo stato.
Le varie leggi finanziarie succedutesi nel tempo hanno sempre garantita la copertura finanziaria del relativo capitolo di spesa. Capitolo che, per inciso, è inserito nel bilancio del Ministero degli Interni. L’ultimo finanziamento, di 103 milioni di euro comprensivo del comodato d’uso per le scuole superiori, risale alla legge finanziaria licenziata dal governo Prodi nel 2007 e che prevedeva la copertura per il triennio 2007-2009.
Una lettura della legge di bilancio 2010 attualmente in discussione in parlamento, mostra come al capitolo 7243 “somma occorrente per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo e il comodato nella scuola superiore” non sia stata prevista alcune cifra. In breve se le cose non saranno modificate in sede di discussione parlamentare, dal 1° gennaio 2010 non vi saranno più stanziamenti statali per i libri di testo per le classi elementari. Ma poichè la legge n.719 del 1964 è tuttora in vigore, saranno le amministrazioni comunali a doversi fare carico di questa spesa. Questo con le intuibili difficoltà cui andranno incontro viste anche le minore risorse avute a disposizione in questi ultimi anni. Ci pare, se dovesse realizzarsi questo quadro, un altro colpo alla scuola pubblica, come una ulteriore riduzione degli spazi di manovra delle amministrazioni locali nel campo dei servizi sociali essenziali.
Non vorremmo che questo sia solo un primo assaggio del federalismo fiscale così tanto amato e sostenuto dal ministro Maroni e dalla sua parte politica.
- 25 novembre 2009

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