Festività in WiFi

di: Jaques M. Hotteterre

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Le grandi web company – Google, Yahoo, eBay, Microsoft – hanno deciso di attrezzare di connessione gratuita WiFi alcuni luoghi degli Usa durante le prossime festività. In particolare Google ha comunicato di voler fornire di connessione WiFi gratuita gli aeroporti e tutti i voli della Virgin America. La sola “spesa” per l’utente sarà quella impostare la web page di Google come pagina predefinita e di usare come browser Google Chrome o la sua alternativa  Opensource Chromium.

Yahoo invece fornirà, a partire da questi giorni, la connessione WiFi gratuita in Times Square a New York. Basterà transitare nella piazza per attivare la connessione ed essere in rete. Lo stesso dicasi per eBay che durante la settimana del ringraziamento fornirà la connessione gratuita sui voli della Delta Airlines.

Tutto questo non sarebbe possibile in Italia dove, a causa del decreto Pisanu, chi offre la connettività, come un Internet Cafè o un qualsiasi esercizio pubblico (ma anche circoli e associazioni private) deve comunicare alla Questura competente l’avvio del servizio. Ciò che penalizza ulteriormente è  inoltre l’obbligo per l’utente di dover fornire un valido documento di riconoscimento i cui estremi devono essere conservati dal gestore del servizio. Chi scrive ha potuto constatare lo stupore, talvolta anche un mal represso senso di fastidio, di cittadini comunitari quali tedeschi, spagnoli o inglesi di fronte a questa inconcepibile – per loro – richiesta. Li comprendiamo. Del resto basta girare per tutta Europa – paesi dell’est compresi; Budapest è praticamente tutta una WiFi zone – per vedere che questa è una anomalia tutta italiana, anomalia che ci rende più simili a realtà quali quella cinese o  cubana, piuttosto che a quella americana o europea.

Il decreto, nato per fini antiterroristici e della cui efficacia in molti fortemente dubitano, doveva scadere il 31 dicembre 2008. Con la consueta legge di fine anno, la cosiddetta salva decreti, la sospensiva al WiFi libero è stata prorogata fino al 31 dicembre prossimo.  Tutto lascia prevedere che il decreto, ahimè, verrà nuovamente prorogato anche per il 2010. E così la Cina, sarà sempre più vicina.

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