Le Aquile in Hotel

di: J.A. Brady

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Oggi è l’8 dicembre. E allora?  Sappiamo che in questo stesso giorno del 1854 – l’altro ieri per i tempi della chiesa – Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata concezione. Qualcuno scoprirà adesso che questo dogma risale a poco più di 150 anni fa e non, come pensava, agli albori della chiesa cristiana. Ma non è questa la notizia, come non lo è il fatto che l’8 dicembre del 1941 gli Usa dichiararono guerra al Giappone dopo l’attacco del giorno prima a Pearl Harbour, con la conseguenza che la Germania dichiarò guerra agli Usa. Noi italiani – che per natura siamo riflessivi- ci pensammo su e lo facemmo l’11 dicembre. Ma non vogliamo nemmeno parlare dell’8 dicembre del 1949  quando a Broadway debuttò la commedia musicale “Gli uomini preferiscono le bionde” o dell’8 dicembre, questa volta del ‘65, quando Paolo VI chiuse il concilio Vaticano II. Tutti eventi, per un verso o per un altro, importanti. Alcuni hanno segnato la storia.

Per una volta invece, vogliamo essere “leggeri” e  ricordare che l’8 dicembre del 1976 uscì l’album Hotel California degli Eagles. Uno degli album più venduti nella storia del rock. Il singolo di apertura che da il titolo all’album – Hotel California appunto – è considerato dalla rivista RollingStone come il 49° brano più bello di tutti i tempi. Memorabile  il suo inizio con  “l’assolo” delle chitarre di Joe Walsh e Don Felder che, secondo un’altra rivista, la britannica Total Guitar, è al quarto posto assoluto fra tutti gli assoli della storia del rock. Un brano che apre l’album e in qualche misura lo chiude dominando su tutto il resto.

Fin dai primi accordi di chitarra  si intuisce che è in arrivo un grande motivo, e quando poi parte la batteria scandendo l’inconfondibile ritmo sincopato, la premessa diventa certezza. “On a dark desert highway, cool wind in my hair ” questo è il verso iniziale di Hotel California, che ci fa capire qual’è il mondo cantato dagli Eagles. E’ il mondo delle immense, assolate e spesso desertiche distese  degli stati della West Coast americana.  Un mondo dove l’individuo è solo nell’immensa vastità della natura, ma libero. Quasi schiacciato dalla sua grandezza, ma consapevole di farne parte. Una musica, la loro, che ci ricorda l’America on the road. Quella di Easy Rider, ma anche l’America narrata da Kerouac e quella proletaria degli homeless cantata dal grande Woody Guthrie. Un country-rock, quello degli Eagles, dove il rock predomina lasciando al country il preziosismo delle loro chitarre acustiche. Una miscela perfetta.

E allora andiamo a riascoltarla in questo 8 dicembre 2009.

[http://www.youtube.com/watch?v=9TW6NqG1pDk]

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