Apr 152009
 

Quando una democrazia – o supposta tale – prende a spunto una vignetta satirica ritenendola “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”, ne sospende l’autore ed impone una trasmissione riparatoria – come se occorresse una benedizione esorcistica dopo l’apparizione del Male – questa democrazia è malata, profondamente.

Siamo  convinti che la forza di una democrazia la si misuri anche dalla sua capacità di autocritica, ma siamo altrettanto convinti che oramai stiamo andando verso un pensiero collettivo nazionale omologato, dove la critica, se non bandita, viene vista come forma  dissociata e dissonante e come tale, in pratica,  emarginata, espulsa, epurata. Va da sé che allo stato attuale l’omologazione del pensiero non esiste come forma imposta, perchè ciascuno di noi è unico e pensa in maniera unica. Sono altri i meccanismi che inducono ad accettare in maniera passiva le imposizioni altrui: la paura, il personale tornaconto, la timidezza, il menefreghismo, il semplice, ma non per questo meno esiziale, laissez faire, la manipolizzazione dell’informazione fatta scientificamente attraverso i media (sopratutto televisivi) ed in regime di monopolio. Quando su una persona questi meccanismi non hanno presa, allora semplicemente la si epura come nel nostro caso, giocando con i comuni e naturali  sentimenti scaturiti da una tragedia quale quella abruzzese ed usandoli in maniera abbietta. Quando questo avviene una democrazia scivola inesorabilmente lungo quella ripida china che la trasforma in regime.

Ciò  è quanto sta accadendo in questo paese, e lo diciamo in maniera chiara e netta. Qui sotto, nel nostro piccolo e come piccola cassa di risonanza, pubblichiamo il video di Annozero ((una trasmissione che peraltro non gode dei nostri favori.)) con le vignette incriminate dell’epurato Vauro.

[http://www.youtube.com/watch?v=IhTg6IDm8ko]


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