Marina Militare: 30 anni dopo
Trent’anni fa, di questi giorni, l’incrociatore Vittorio Veneto navigava nel Mar Cinese Meridionale per quella che sarebbe stata la prima missione fuori dalle acque nazionali della nostra Marina Militare dalla fine della seconda guerra mondiale. L’obiettivo della missione – chiamata Boat People – consisteva nel trarre in salvo i profughi vietnamiti in fuga dalla penisola indocinese su fragili, malandati sampam. Alle fine della missione umanitaria i nostri marinai riuscirono a salvare circa 900 profughi.
Il 1° luglio di quest’anno, trent’anni dopo quella missione, il pattugliatore Orione della nostra marina militare ha respinto, con la forza e senza le necessarie verifiche a 30 miglia a sud di Lampedusa, 89 disperati africani – di cui 73 eritrei con 9 donne e 6 bambini – trasferendoli su motovedette libiche. Tale è stata la gravità dell’azione che l’Agenzia dell’Onu, l’Unhcr, ha inviato una nota al governo italiano per sollecitare il rispetto delle norme internazionali in tema asilo.
Da quando è iniziata la politica dell’essere “ufficiali ma non gentiluomini” sono circa 900 i profughi respinti, principalmente, nei lager libici.
- 15 luglio 2009
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