Segno dei tempi

 Posted by on 5 luglio 2009  Add comments
Lug 052009
 

Nei giorni scorsi sono apparse su alcuni siti due notizie: la prima riguardante l’elezione di Miss Culetto d’Oro, la seconda un finto annuncio di un casting per entrare nel mondo che conta, cioè in politica.
Il talent scout e manager Lele Mora ha organizzato nei giorni scorsi il concorso di Miss Culetto d’Oro nell’ambito del PokerStars Event, come al solito a Porto Cervo. Le foto ritraggono lui e i suoi “aiutanti” intenti a “valutare”, toccando con mano, il fondoschiena delle partecipanti. Partecipanti o bestie da macello?

Nelle immagini scattate non c’è solo volgarità. Ci sono oscenità, degradazione, umiliazione di cui le protagoniste non sembrano essere minimamente consapevoli e che fanno male – soprattutto se si è donne – come un pugno allo stomaco. La scusa che sono pronti a tirare  fuori i parteggianti del mavalà, come ormai li chiamo io, quelli che davanti a qualunque osservazione o accusa replicano beffardi “mavalà” come da copyright Ghedini (oscene quelle foto? Umiliazione? Mavalà!), e cioè che le ragazze sarebbero consenzienti e quindi non ci sarebbe alcuna degradazione, non regge. Non regge perché o quelle ragazze non si rendono conto di quello a cui si stanno sottoponendo o se ne rendono conto e approvano ma non capiscono di farlo a proprie spese e sulla propria pelle.

Non meno avvilente il risultato del lancio pubblicitario di un casting realizzato stampando numerosi volantini affissi per le vie di Roma con un messaggio-bufala:  “La politica sarà il tuo mestiere. Cerchiamo volti nuovi per i palazzi italiani”. La foto a tutta pagina (pardon, manifesto) era quella di una ragazza ripresa da dietro, semisvestita, con mano che fa scivolare l’orlo degli slip a scoprire provocatoriamente il lato B lasciando in bella vista tre quarti di glutei. Uno degli ideatori della bufala  ha spiegato che “Era talmente grottesco il manifesto che non pensavamo che qualcuno ci potesse credere davvero”. E invece hanno abboccato centinaia di ragazze. Centinaia, mica una o due.

Noemi ha fatto scuola. Quante ragazzine desiderano poter fare come lei? Quante pensano che sia normale e anzi auspicabile fare carriera – dove, non importa: nello spettacolo, in politica, tanto ormai è tutto intercambiabile – mostrando sempre più centimetri quadri del proprio giovane corpo? In un’epoca in cui le minorenni sempre più frequentemente chiedono come regalo per i diciott’anni una bella mastoplastica additiva (e genitori sciagurati sempre più frequentemente le accontentano), in cui siamo bombardati da vallettine, letterine, prezzemoline sempre più svestite e ammiccanti a qualsiasi ora del giorno su tutti i canali televisivi, quello che mancava era giusto il suggello dell’Imperatore per sdoganare definitivamente una mentalità che riporta le donne indietro di secoli.
Con un Presidente del Consiglio che reputa assolutamente legittimo e normale accompagnarsi a signorine molto giovani e molto disposte a svestirsi in cambio di favori di vario tipo (ma sia ben chiaro che lui, al massimo, è un utilizzatore finale), che non perde occasione per fare battute da osteria di infimo livello nei confronti delle donne,  che può contare sui suoi giornali che pubblicano articoli dal titolo “Siamo tutti Berlusconi”, come stupirsi se molte ragazze e giovani donne non trovano niente di male nella mercificazione del proprio corpo?

L’atteggiamento del maschio potente e sessista è stato ampiamente sdoganato, il ricorso al sesso da parte di donne che vogliono arrivare in alto legittimato. Mentre un tempo la donna era spesso vittima di odiosi ricatti sul lavoro – se non me la dai ti mando via – ora sono le stesse rappresentanti del gentil sesso ad avvalersi dei loro corpi per ottenere quello che vogliono. Anche questa, in fondo, non è una grossa novità: accanto alle poverette costrette a spogliarsi ci sono sempre state quelle che si spogliavano spontaneamente.
Solo che, appunto, mentre un tempo questo non veniva considerato auspicabile o normale, ora sembra tutto legittimo.

Così mette molta tristezza vedere quanto poco ci si indigni per questo stato di cose; vorrei che le donne manifestassero a gran voce il proprio dissenso verso tutti i Berlusconi e i Lele Mora di questo mondo, che urlassero chiaro e tondo che loro no, non ci stanno a farsi toccare il didietro come bestie da macello, a chiamare Papi il potente di turno che le invita nelle sue magioni da Mille e una notte, le tiene per mano e se le mette in braccio, a fare umilianti provini fotografici con chiappe di fuori e pose ammiccanti (davanti a genitori compiacenti, se minorenni – e come non pensare alla strepitosa Anna Magnani di Bellissima?), a correre come allocche a un casting in cui si promette un posto in alto in cambio di un bel corpo da esibire. Vorrei che gli uomini chiarissero con forza che no, grazie al cielo non sono tutti Berlusconi  e che anche a loro ripugna vedere le donne trattate come oggetti.

Questo documentario dovrebbe essere visto da tutti; lo condividiamo anche noi qui su Minitrue.

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