Ago 072009
 

” One thing I can tell you is you’ve got to be free ”       Come Together (Lennon, McCartney).

In origine si doveva chiamare Everest come la marca di sigarette fumate dal tecnico del suono Geoff Emerick.  Ma esauritasi la spinta emotiva verso nuovi progetti, anzichè andare sull’Himalaya per fare le fotografie della copertina venne deciso di uscire dal portone degli studios e di farle sulla strisce del passaggio pedonale, lì davanti. La strada è Abbey Road a Londra, e da quel venerdì  8 agosto 1969,  da quando i Beatles furono immortalati sulle strisce, diverrà famosa nel mondo come un santuario pop-rock meta di pellegrinaggio continuo. Il suo cartello stradale è da allora uno dei più rubati al mondo, sicuramente il più rubato del Regno Unito.

Nasce così, quaranta anni fa, la copertina di “Abbey Road” l’ultimo lavoro in studio dei Beatles; l’album successivo “Let it be” sarà infatti composto da registrazioni avvenute precedentemente (dicembre 1968, gennaio 1969) alle session di “Abbey Road”.

I Fab Four sono ormai ad un passo dallo scioglimento: Lennon sempre più scollato dalla realtà ed impegnato  con Yoko nei bed-in di pace, Harrison che ha cominciato a produrre dischi quali “Wanderwall music” ed “Electronic Sound”, Starr si è tuffato nel mondo della celluloide che lo ha irretito. Solo McCartney mostra ancora un po’ di spirito di coesione (c’è comunque da rispettare il contratto con la EMI) ed è proprio lui a spingere gli altri a riunirsi ancora una volta in sala d’incisione. Vi sono quindi tutte le premesse per un album banale, senza idee e mediocre come spesso risultano essere  gli ultimi lavori di chi ha raggiunto, in precedenza, vette eccelse. Ed invece questo ultimo lavoro in studio di registrazione sarà il migliore,  insieme a “Sgt. Pepper”,  e con un lato B – che per noi nati al tempo del vinile è la seconda facciata di un LP – semplicemente straordinario.

Per la realizzazione dell’album i quattro si ritroveranno poche volte tutti insieme contemporaneamente in sala di registrazione; la maggior parte del lavoro di “Abbey Road” verrà compiuto infatti come solisti, sovraincidendo le singoli parti. Ciononostante risulterà essere l’album più “di gruppo”,  il più beatlesiano mai inciso dai Beatles, ancor più del  “White Album”. Una magia fatta da un Lennon nella  sua nuova fase “blues”, da un Harrison che inizia il suo “magic moment” musicale (le splendide “Something” e “Here Comes the Sun” portano la sua firma), da Ringo Starr sicuramente più attento nella ritmica e negli arrangiamenti (si produrrà nell’unico assolo di batteria della sua carriera) e da McCartney che impone, genialmente, nel lato B il medley, ossia una serie di canzoni tutte collegate una all’altra come in un’unica traccia, quasi in maniera sinfonica.

Il 26 settembre 1969  “Abbey Road” uscirà nei negozi, creando una magia che dura da quaranta anni.
Grazie ragazzi.

1.   Come Together (Lennon-McCartney)
2.   Something (Harrison)
3.   Maxwell’s Silver Hammer (Lennon-McCartney)
4.   Oh! Darling (Lennon-McCartney)
5.   Octopus’s Garden (Starkey)
6.   I Want You (She’s So Heavy) (Lennon-McCartney)

Lato B

1.   Here Comes the Sun (Harrison)
2.   Because (Lennon-McCartney)
3.   You Never Give Me Your Money (Lennon-McCartney)
4.   Sun King (Lennon-McCartney)
5.   Mean Mr. Mustard (Lennon-McCartney)
6.   Polythene Pam (Lennon-McCartney)
7.   She Came in Through the Bathroom Window (Lennon-McCartney)
8.   Golden Slumbers (Lennon-McCartney)
9.   Carry That Weight (Lennon-McCartney)
10. The End (Lennon-McCartney)
11. Her Majesty (Lennon-McCartney)

  One Response to “Abbey Road, una magia che dura da 40 anni”

  1. […] agosto fu, musicalmente parlando, quello di quaranta anni fa! Dopo aver ricordato come venne realizzata l’8 agosto del ‘69 la copertina dell’album Abbey Road, oggi […]

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