Marina Militare e profughi

 Posted by on 25 Agosto 2009  Add comments
Ago 252009
 

Nel nostro precedente articolo sull’argomento abbiamo stigmatizzato la politica del respingimento dei profughi attuata dalle nostre autorità. Ciò avviene a distanza di trent’anni da quella che fu la prima missione umanitaria della nostra Marina Militare fuori dalle nostre acque nei confronti dei profughi vietnamiti in fuga dalla penisola indocinese.

A commento dell’articolo ci ha scritto il Sig. Cao Minh Nguyen, uno dei 900 profughi tratti in salvo, informandoci che il 22 agosto a Jesolo, per iniziativa della comunità vietnamita in Italia, si sarebbe tenuta una manifestazione celebrativa con la presenza dei marinai e di ex profughi. Il Sig. Nguyen ci ha inviato adesso un breve nota della celebrazione che volentieri pubblichiamo a testimonianza di quanto una politica basata sull’accoglienza produca anche a distanza di tanti anni quel frutto che si chiama integrazione nel rispetto delle reciproche culture. Cliccate sull’immagine per leggere il messaggio che veniva letto ai profughi.

Jesolo, 22 agosto Auditorium A. Vivaldi, di Cao Minh Nguyen

“Festa di Ringraziamento al coloro che ci hanno ridato la vita” ecco questa è la definizione data dagli organizzatori della manifestazione svoltasi il 22 agosto 2009 a Jesolo presso l’Auditorium A. Vivaldi.  Sono passati trent’anni. Nell’estate del 1979 il Governo italiano ruppe gli indugi e organizzò una missione umanitaria di soccorso ai profughi dal VietNam. Si trattò della prima missione militare di rilievo al di fuori del territorio nazionale dalla fine della seconda guerra mondiale. La missione fu affidata al Commissario straordinario l’On. Giuseppe Zamberletti, incaricato dal Governo di gestire quella speciale emergenza.

L’incontro e’ stata organizzato dalla comunità vietnamita con la collaborazione del Comune di Jesolo, della Croce Rossa Italiana, dell’ Associazione Marinai d’Italia e dell l’ISPRO, Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile.
All’entrata dell’auditorium, per ricordare gli avvenimenti di quegli anni è stata allestita una breve mostra fotografica grazie alle foto scattate 30 anni fa dagli ex ufficiali e marinai delle tre unità navali impegnante nell’operazione “Boat People”: il Vittorio Veneto, l’Andrea Doria e la nave appoggio Stromboli.L’evento è stato quindi un’occasione per ricordare il momento storico e gli avvenimenti che spinsero il governo italiano a organizzare la missione di soccorso.

Il primo intervento tenuto dal Mons. Nervo che ha voluto sottolineare come questa storia può essere di esempio per tutti.
[…]”Ho voluto ricordare questa storia – ha detto il Mons. – perché ci fa riflettere in un momento in cui si ritorna al respingimento in mare degli immigrati, spesso rifugiati politici. Perché ci dimostra che l’integrazione nel rispetto della propria identità è possibile se si ha una cultura e uno spirito di accoglienza. Perché questa esperienza ci aiuta a renderci conto che l’attuale generazione ha la responsabilità di preparare un clima di rispetto, di civile accettazione e di cristiana accoglienza alla nuova generazione che, ci piaccia o no, dovrà vivere in una società multietnica, multiculturale, multireligiosa. Noi ringraziamo i nostri fratelli vietnamiti che ci hanno dato l’occasione di fare queste riflessioni e ci danno coraggio per saperci porre, quando necessario, anche controcorrente”.[…]

Anche l’On. Zamberletti ha colto questa occasione di festa per ricordare e sottolineare che:
[…]“Negli anni successivi, nel tentativo di sfuggire alle violente persecuzioni, molti abitanti del ex-Sud (VietNam ndr) preferirono rischiare la vita nel mare piuttosto che restare in VietNam, divenuto un gigantesco gulag. Centinaia di migliaia di persone tentarono la fuga su imbarcazioni improvvisate; moltissimi, un numero imprecisabile, morirono in mare a causa di naufragi, stenti e attacchi dei pirati. Vennero chiamati i boat people, la “gente delle barche”.
Di fronte a questa enorme emergenza umanitaria – mentre gli Stati dell’area rifiutavano i profughi  e ricacciando in alto mare quelli che venivano intercettati negli sbarchi – ecco la scelta di mandare subito delle unità navali militarei dotate di strumenti in grado di pattugliare e perlustrare questo specchio di mare antistante il Viet Nam, la Thailandia e la Malaysia. Furono esplorati 250.ooo km2 di mare e tratti in salvo 907 profughi.
[…]

A chiusura dell’evento sono seguite delle esibizioni canore con abiti tradizionali.

  2 Responses to “Marina Militare e profughi”

  1. Grazie, di esservi ricordati !! Sul ponte di quelle navi ( ero sulla Vittorio Veneto ) ci abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore !!
    Ero infermiere sul veneto e ho vissuto ogni meraviglioso istante di quelle memorabili giornate.
    Date un bacio grande a Tran Ti Du Dong e alla piccola Vittoria, nata sul Vittorio Veneto in quei giorni di navigazione.
    SARETE SEMPRE NEI MIGLIORI RICORDI…….. VI VOGLIO BENE M/slo 1°classe Rossi Glauco

  2. io ero zch sul incrociatore vittorio veneto e tengo con tanto amore le foto che ho scattato sia alla partenza da taranto che nel ritorno in venezia e ne sono fiero di aver fatto parte di quella missione con doria e stromboli ciao a tutti e sarei contento di sentire qualcuno di quella missione sul veneto io ero 5/58

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