Ago 252009
 

Uno dei mali che affligge la politica italiana è la considerazione che hanno della medesima gli stessi politici. Viene pensata – da molti vissuta – come “professione”, e non come una attività da dover svolgere con lo spirito di servizio quale una carica elettiva rivestita imporrebbe. Abbiamo ancora nella memoria le immagini delle monete lanciate contro un Craxi che esce, scortato, dal Raphael il suo albergo-quartier generale. Un Craxi responsabile agli occhi della gente (ma non solo lui dobbiamo onestamente aggiungere) della corruzione di una intera classe politica. Un Craxi che rappresentava anche quella massa di piccoli e grandi infiltrati nel sottobosco politico fatto di  municipalizzate, enti locali, commissioni, usl, università, banche. Gente da dover blandire, perchè comunque portatrice di consenso, con una carica pubblica. Niente di illegale per carità, ma cultura ed etica della res publica pari a zero. E quando questa cultura è assente il passo per entrare nell’ illegalità è corto, come poi abbiamo visto.

Questo avveniva nella prima repubblica. Repubblica che finisce con quelle immagini del potente di turno villaneggiato dalla gente,  gente che poi magari agiva nel suo piccolo e mediocre quotidiano come dei tanti Craxi bonsai. La seconda – che consideriamo solo un pessimo, e per molti aspetti peggiore, prolungamento della prima – non è da meno. Riportiamo, giusto per capire, qualche chicca di ciò che avviene nel mondo politico locale, romano in questo caso. ((I lombardo-veneto centrici non abbiano a preoccuparsi, in futuro dedicheremo attenzione anche ai loro sottoboschi politici. ))  Un sottobosco che ci ricorda la gestione  sbardelliana del potere locale.

Vediamo dunque che l’ex assessore al comune di Roma, Claudio Minelli (giunte Rutelli e Veltroni), non è stato rieletto. Si pone  quindi il problema di cosa gli si debba far fare. Niente di meglio che affidargli una consulenza nel “Collegio degli Esperti” presso la Presidenza della Giunta regionale del Lazio; consulenza retribuita con € 70.833,00 annui. Per inciso il Minelli nel 2002 è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire i danni (insieme a Rutelli ed altri) per consulenze inutili affidate e pagate dal suo assessorato.

Anche ad un altro ex assessore della giunta capitolina, Silvio di Francia, è stata affidata dalla Regione Lazio una consulenza esterna quale “Reponsabile delle Politiche Culturali della Presidenza”. A lui vanno annualmente € 68.691.

Domenico De Vincenzi è di professione portantino presso l’Ospedale di Tivoli (un lavoro l’avrebbe dunque), ma è anche capogruppo del PD al comune di Guidonia (perso dal centro-sinistra nelle elezioni del giugno scorso). Orbene niente di meglio che nominarlo presidente della Cotral, l’Azienda di trasporto pubblico regionale del Lazio.

La Cotral si da il caso che controlli la  Cotral Patrimonio dove il nuovo Presidente è Piero Ambrosi ex assessore alla provincia di Roma con la precedente giunta Gasbarra.  Nel consiglio di amministrazione vi è anche una new entry nella figura di Mauro Calamante, già assessore nella giunta Veltroni.

Infine abbiamo l’ex assessore ai lavori pubblici della giunta Veltroni, Giancarlo D’Alessandro,  che è stato nominato Amministratore Delegato della Lait, l’Azienda informatica regionale (la ex Laziomatica).

L’autunno che verrà, visti i posti di lavoro persi, si preannuncia caldo dal punto di vista occupazionale e, immaginiamo, sindacale. Ma per la classe politica di qualsivoglia schieramento e levatura un posto, ovviamente, lo si trova sempre.

  2 Responses to “Politici in crisi occupazionale? Niente paura!”

  1. […] Politici in crisi occupazionale? Niente Paura ! parlavamo di Roma ed avevamo promesso di gettare uno sguardo anche a ciò che avviene a Milano. […]

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