Set 252009
 

Pubblichiamo l’articolo che Tom Kington  ha scritto  per il britannico The Guardian il 20 settembre. La traduzione in italiano  è a cura di ItaliadallEstero.

Una nuova generazione di donne italiane trova il modo di esprimersi dopo la “squallida estate” della politica italiana.

Verso la fine della sua carriera, la romana Anna Magnani, attrice italiana tra le più famose e amate, chiese al suo truccatore di non nascondere linee e rughe sul suo volto. “Lasciale tutte al loro posto” disse, “ci ho messo una vita a farmele”. Ora la Magnani è celebrata in quanto icona di una nuova generazione di femministe, galvanizzate dagli scandali a sfondo sessuale che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio e da una dieta giornaliera a base di immagini sessiste sui media.

Lo spezzone d’archivio con la battuta della Magnani è citato in un breve documentario diventato in Italia un vero e proprio fenomeno online grazie al passaparola. Il corpo delle donne è un’aspra critica a quel sessismo di routine che pervade la televisione commerciale italiana.

Nel film l’arguta fierezza della Magnani si contrappone, una scena dopo l’altra, alle vallette seminude e alle presentatrici imbottite di Botox, tutte intente a condurre programmi creati per mostrare quanta più carne possibile in prima serata, con il commento illuminante della regista, Lorella Zanardo. Oltre mezzo milione di spettatori ha visto fino ad oggi il Corpo delle donne e il mese scorso il documentario è stato proiettato e commentato durante uno dei talk show più seguiti del paese.

Dopo una squallida estate in cui Berlusconi è stato accusato di “frequentare minorenni”, di essere stato a letto con una escort e di aver organizzato festini dissoluti nella sua villa in Sardegna, una rivolta femminista sta guadagnando terreno. Nel mirino non c’è solo Berlusconi, ma l’intera cultura di un paese il cui Presidente del Consiglio riesce a sopravvivere nonostante accuse di questo genere.

Secondo Chiara Volpato, docente all’Università Milano Bicocca, la faccenda ha toccato il fondo quando l’avvocato di Berlusconi ha dichiarato che il suo cliente non potrebbe mai pagare delle prestazioni sessuali, poichè è semplicemente un “utilizzatore finale” delle donne: “La terminologia scelta indica davvero quanto siamo arrivati in basso”.

Questa estate un gruppo di docenti, tra cui la Volpato, ha convinto 15.000 persone a firmare una petizione rivolta alle mogli dei leader mondiali, affinchè boicottassero la conferenza del G8 in Italia come gesto di protesta contro la triste condizione delle donne nell’Italia di Berlusconi.

Donne magistrato, sentatrici, suore, storiche e donne d’affari hanno promosso altre due petizioni invocando la fine del sessismo televisivo, mentre la Corte europea dei diritti umani deciderà se sanzionare o meno Berlusconi per sessismo dopo che due politiche, Donata Gottardi e Anna Paola Concia, avevano segnalato le sue “dichiarazioni sprezzanti, continue e ripetute sulle vita e la dignità delle donne”.

La scorsa settimana, dopo aver pubblicato sul Corriere della Sera una lettera aperta rivolta alle donne italiane in nome di un “Nuovo Femminismo”, la giornalista Maria Laura Rodotà è stata sommersa dalle adesioni. “E’ stato come stappare una bottiglia”, ha commentato. Le proteste si stannoprofilando anche a destra. Un articolo che condannava Berlusconi per aver candidato belle donne in ruoli politici è stato scritto da Sofia Ventura e pubblicato da un gruppo di esperti guidato dall’alleato di Berlusconi, Gianfranco Fini.

Le cose non sono sempre andate così male. Le donne italiane possono trarre ispirazione da un’orgogliosa serie di diritti guadagnati con successo negli anni ‘70, quando 20.000 femministe riempivano le strade di Roma in marce di protesta.
Nonostante l’agguerrita opposizione del Vaticano, il divorzio fu legalizzato nel 1974 dopo un referendum e il Parlamento legalizzò l’aborto nel 1978.

In un’Italia dove non esistevano divorzi, avvenivano aborti segreti e dove sussistevano forti disparità all’interno dei nuclei familiari, il femminismo è stato una vera e propria rivoluzione” ha dichiarato Miriam Mafai, ex parlamentare e giornalista veterana che sostenne il lancio del quotidiano La Repubblica nel 1976.
Ma negli ultimi anni il Vaticano ha recuperato terreno. L’aborto sarà anche legale, ma alcune donne hanno raccontato di medici cattolici che si sono rifiutati di somministrare anche solo la pillola del giorno dopo. E nel Presidente del Consiglio l’irresoluto uomo italiano ha trovato il suo eroe del XXI secolo.

Secondo la Zanardo, la televisione gioca un ruolo determinante nello svilire le donne e danneggiarne l’autostima: “ L’80% degli Italiani che guardano la tv la consideranocome la loro unica fonte di informazione e l’80% delle donne che appaiono in tv sono rappresentate come oggetti sessuali o meramente decorativi ”.

Mentre le ragazze cresciute con la Tv italiana sognano sempre più una vita da velina o da showgirl, le loro madri sono spesso troppo stanche per protestare, ha aggiunto la regista. “Tra lavoro e gestione della casa, le donne italiane ora lavorano due ore al giorno in più della media europea.” Per adesso, la moderna rivolta femminista resta ampiamente confinata nelle università e sui quotidiani nazionali.

Nonostante tutto il fermento, la Ventura ha detto di essere pessimista sulle donne militanti che si uniscono alle petizioni promosse dalle intellettuali in mobilitazione: “L’allarme risuona nelle università ma non altrove, non è ancora un problema politico. Il femminismo ha ottenuto molto nella sua prima fase, ma evidentemente non si èspinto ancora abbastanza a fondo.” La Zanardo non è d’accordo e ribatte che la protesta sta crescendo al di fuori dei corridoi universitari, ma le persone non sanno a chi rivolgersi. ” Succede su internet. La prova c’è stata quando l’Università di Bologna ha ritirato delle immagini erotiche utilizzate in una pubblicità, dopo una enorme protesta online.” ( Gli autori di questo Blog hanno scattato le foto e fatto un articolo onlineAlma Mater, Alma Matrignapoi ripreso dalla rete e dalla stampa nazionale. ndr)

Ci sono altri segnali. Un volgare programma televisivo su uno dei canali di Berlusconi è stato spostato in una fascia oraria più tarda dopo le lamentele di un gruppo di genitori. E quando una modella bionda nel programma sportivo di punta di Berlusconi ha mostrato il seno durante un balletto, è stata immediatamente licenziata. “Non credo che sarebbe potuto accadere in passato” ha commentato la Zanardo.

Il sito della Zanardo sta raccogliendo lamentele sulle immagini volgari trasmesse in tv e sta organizzando dei corsi nelle scuole “per aiutare i bambini a difendersi da questa televisione”. La risposta a Il Corpo delle donne secondo lei è stata intensa: “La gente che guarda sempre la Tv italiana mi ha detto ‘Grazie, è la prima volta che vedo davvero quello che sta accadendo’.

  One Response to “Berlusconi il “sessista” e la rabbia delle donne italiane”

  1. si ci fa’ rabbia il silvio a noi donne

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