Set 202009
 

139 anni fa con l’ingresso delle truppe del neo Regno d’Italia attraverso Porta Pia cadeva il potere temporale della Chiesa e simbolicamente si completava l’unità d’Italia.  Ma a distanza di quasi 150 anni il sogno cavouriano di una “libera chiesa in libero stato” rimane incompiuto. Anzi si assiste ad una svendita di pezzi di laicità – e di autonomia – in cambio della benevolenza, quando non dell’aperto sostegno politico, delle gerarchie vaticane. Come non definire altrimenti l’allineamento alle posizioni ecclesiastiche di politici di qualsiasi schieramento su temi quali il testamento biologico, le unioni di fatto e la scuola?

Non aggiungiamo altro se non le parole di un altro religioso, il decano della facoltà Valdese di teologia Daniele Garrone, che sul XX Settembre 1870 si è così espresso:

« XX settembre 1870, una data fausta per le minoranze religiose in Italia, in primis protestanti ed ebrei. Perché? E’ molto semplice: perché fino al 20 settembre gli ebrei potevano vivere nella città del papa solo ghettizzati, i protestanti nemmeno quello. […]

[…] XX settembre 1870, una data fausta per l’Italia. Veniva posta fine ad une delle ultime e più caparbie monarchie assolute dei tempi moderni, che motivava la sua intolleranza e il suo dominio sulle coscienze e sui corpi non solo con il richiamo ad un generico diritto divino, ma con la specifica pretesa che il papa-re fosse il vicario del crocifisso, una contraddizione in termini, tanto più per ogni lettore del Vangelo.

A ben guardare, il XX settembre è data fausta anche per i cattolici italiani. Come potrebbero esser ancora tali, se il loro papa fosse ancora un sovrano assoluto che impartisce pene, compresa quella di morte, per chi non aderisce alla “Verità” che egli detiene?

Dovremmo dunque tutti esser grati per il XX settembre, con l’unica eccezione dei cattolici “neri” che ogni anno celebrano a Porta Pia una messa in suffragio per le guardie svizzere cadute in difesa di “Cristo re”.

Ma non è questo l’umore di questa Italia affollata di chierichetti atei e di neoclericali che invocano la riscossa tridentina. E se avesse ragione quel mio amico che dice amaramente che in realtà Porta Pia è la breccia attraverso cui il Vaticano è dilagato in Italia? Se guardiamo al Concordato fascista, all’art. 7 della Costituzione per il quale dobbiamo essere grati a Togliatti e, in anni recenti, all’ignavia di tanti politici di ogni schieramento in materia di laicità e di riconoscimento del pluralismo religioso, siamo tentati di non dargli torto. Per smentirlo ci vorrebbe una reazione dei cattolici italiani che però non mi sembra all’ordine del giorno»

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