Funerali allo Stato

 Posted by on 18 Settembre 2009  Add comments
Set 182009
 

Rendiamo commosso e doloroso omaggio ai sei ragazzi caduti  in Afghanistan. Chi conosce l’autore di queste righe sa bene quanto un evento  così tragico  possa toccarlo sul piano personale. Rendiamo lo stesso omaggio – molti  se ne dimenticano, quasi non esistessero –  anche alle innocenti vittime civili afghane. Ma quanto è avvenuto non ci esime dall’essere critici verso una “missione” – al pari di quella irachena – verso la quale siamo stati, fin dall’inizio, nettamente contrari.

Noi siamo contro l’ipocrisia con la quale si sono mandati questi ragazzi a compiere ciò che l’art. 11 della nostra Costituzione vieta: la guerra.

Noi siamo contro la politica di “‘esportazione della democrazia con mezzi bellici”.

Noi siamo contro l’ipocrisia che si manifesta in queste occasioni da parte di una classe politica insulsa ed imbelle quando definisce – vero ministro La Russa ? – “vile attentato” quello che è un atto di guerra. Del resto da uno che era dalla parte di coloro che consideravano  l’atto di guerra di Via Rasella un “vile attentato” non possiamo aspettarci altro.

Ma siamo anche contro l’ipocrisia del “vile attentato” dei vari Fassino, D’Alema, Franceschini ed altri simili signori che meno di due mesi fa hanno dato il loro voto favorevole al rifinanziamento della missione.

Noi siamo contro quell’assurdo giuridico che impone l’intervento della Procura della Repubblica di Roma ogni qualvolta un nostro militare viene ucciso in operazioni considerate impropriamente di anti-terrorismo. L’apertura di indagini contro ignoti per atti di terrorismo è una anomalia giuridica tesa a giustificare una situazione bellica altrimenti incompatibile col dettato costituzionale.

Noi siamo contro le missioni di guerra – ripetiamo fuori del quadro Costituzionale – finanziate tempi addietro con l’80% dell’ 8×1000 devoluto allo stato. 8×1000 le cui finalità, sappiamo, sono totalmente diverse.

Noi siamo contro un esecutivo ormai preda della schizofrenia dove alcuni pensano al ritiro (guardando al consenso) quando non più tardi di un mese fa ha potenziato il contingente di uomini e mezzi.

Noi siamo contro la disonestà morale ed intellettuale  dei ministri Bossi e Calderoli e dei loro sodali leghisti quando piangono i militari di una nazione dalla quale si vogliono separare. Militari che rientreranno in bare avvolte dal quel tricolore che a loro serve unicamente per “pulirsi il culo“.

I funerali di stato saranno il giusto e commosso omaggio verso questi ragazzi, ma vorremmo che anche i  familiari dei quattro morti che giornalmente cadono sul lavoro in Italia sentissero il medesimo affetto, la stessa partecipazione e la solidarietà di tutta la nazione e dello stato.

Noi vorremmo uno stato che impedisse, anzichè essere correo, i lutti di guerra e di lavoro.

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