Set 172009
 

Un italiano su due accede alla rete. Magari attraverso un digital divide degno del terzo mondo, ma vi accede. E  questa è una falla per chi monopolizza e controlla il flusso e la qualità dell’informazione. Uno dei modi per intimorire è quello di adire a vie legali. Del resto il presidente del consiglio insegna.

Tramite Punto Informatico abbiamo appreso la notizia – che non trova il giusto e dovuto risalto sulla stampa – che gli Angelucci – Giampaolo ed il padre Antonio senatore del Pdl – hanno intentato causa civile a Wikimedia chiedendo 20 milioni di euro di danni. Al confronto i due richiesti da Berlusconi alla Repubblica e l’Unità sono spiccioli.

Frieda Brioschi presidente di Wikimedia Italia ha tra l’altro dichiarato che: «Il contenzioso è stato avviato nel mese di luglio: Giampaolo e Antonio Angelucci, quest’ultimo parlamentare in forza al PdL, hanno scagliato contro Wikimedia Foundation l’accusa di aver diffuso affermazioni diffamanti. Poco importa che sia la selezione operata dagli utenti a gestire i commons informativi messi in comune e plasmati dalla community: Giampaolo e Antonio Angelucci si sono rivolti a Wikimedia chiedendo 20 milioni di euro nonostante Wikimedia non sia proprietaria dei server né del dominio, nonostante non abbia alcun controllo né alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati e modificati dagli utenti.»

Non ci è stato possibile esaminare la pagina di Wikimedia “incriminata” in quanto bloccata ed oscurata dalla stessa Wikimedia attraverso una Open-source Ticket Request ma, immaginiamo, avesse a che fare con le vicende giudiziarie degli Angelucci legate alle indagini per falso e truffa ai danni delle Asl del Lazio. Non escludiamo a priori che la pagina potesse contenere elementi diffamatori ma  è la procedura intrapresa che lascia adito a dubbi. Perchè, secondo Frieda Brioschi, non vi è stato «Nessun contatto informale,  nessun tentativo di percorrere le procedure su cui si fonda l’enciclopedia libera né di rintracciare e rivolgersi al singolo cittadino della Rete autore della sortita: gli attori si sono limitati a sporgere denuncia contro Wikimedia».

Gli Angelucci sono tra l’altro editori del quotidiano Libero. Hanno – udite, udite – una partecipazione al Riformista dopo averne avuta una, fino al 2000, anche nell’Unità. Una breve storia sul loro impero in questo articolo della Stampa.

  One Response to “Gli Angelucci querelano Wikimedia”

  1. […] come Libero Mercato ed il Riformista sono di proprietà della famiglia Angelucci, famiglia di cui abbiamo già parlato a proposito della richiesta di risarcimento per 20 milioni di euro da loro presentata contro la […]

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