Nel fallire siamo bravi

di: Jeremy A. Brady

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Proprio così. Secondo il Doing Businness – il rapporto annuale sull’imprenditoria redatto dalla Banca Mondiale – il nostro paese figura al ventinovesimo posto per la tempestività ed i costi di chiusura delle imprese. Peccato che questo sia il solo risultato positivo per l’Italia.

Il rapporto – che è uno studio sulle disposizioni normative e legislative per le imprese attuate dai singoli paesi – ci colloca al 78° posto su 183 nazioni esaminate. In particolare fra i paesi dell’Ocse il nostro risulta essere in penultima posizione davanti alla sola Grecia.

Paesi quali Stati Uniti, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Canada, Francia  figurano nelle prime quindici posizioni, mentre l’Italia è scavalcata in questa classifica da paesi non di primo piano quali il Rwanda, la Giamaica, l’Armenia e la Bielorussia. In particolare siamo al 135° per tasse ed imposte versate, al 156° per i tempi necessari ad ottenere il pagamento dei creditori ricorrendo alla giustizia civile (in media 1.210 giorni). Infine in 80^ posizione per l’accesso al credito.

Visti questi risultati – che abbracciano il periodo che va da giugno 2008 a maggio 2009 – appare  evidente che la promessa di  semplificazione nel “fare impresa” ( meno tassazione, snellimento burocratico, accesso facilitato al credito, imprese per i giovani, ecc )  contenuta nel programma dell’attuale maggioranza non sia stata per niente realizzata.

Il rapporto completo (in inglese) può essere scaricato qua.

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