Set 062009
 

Riportiamo questo articolo di Simone Pomi apparso su Diritto di Critica.

Tante volte le notizie che ci giungono dall’estero passano velocemente per il TG delle principali emittenti nazionali. Alle volte addirittura non fanno neanche capolino, e se per caso sbucano, riguardano argomenti quali l’ultima uscita di Kate Moss, l’orsetto Knut, gli shorts di Michelle Obama o i Babbi Natale in spiaggia in Australia. Le notizie vere, purtroppo, troppo spesso non superano nemmeno le Alpi. Un paio di queste notizie “fantasma” ci sono arrivate proprio in questi giorni da Israele e riguardano processi e condanne ad alcune delle più alte cariche del paese, proprio in coincidenza con alcuni tra i più gravi scandali personali che stanno travolgendo la maggioranza di governo e il Premier Silvio Berlusconi, scatenato nel mandar denunce a tutti i quotidiani che lo criticano.

Il primo di questi è Moshe Katsav,  presidente di Israele dal 2000 al 2007.  Nel gennaio di quell’anno le testimonianze di una decina delle sue ex collaboratrici hanno portato alla luce uno scandalo basato su molestie e su presunti casi di stupro, che han costretto lo stesso Katzav alle dimissioni (molto forzate poichè aveva l’immunità) nel luglio dello stesso anno.  Nel marzo 2009 è stato incriminato per moleste sessuali e il processo, ricominciato solo il 1 settembre scorso, potrebbe confermare all’ex presidente una pena di 16 anni di reclusione.

Chi invece la condanna l’ha già subita e la sta già scontando sono altri due ex ministri di Gerusalemme. Uno fu Ministro della sanità, Shlomo Ben Izri (partito ultraortodosso sefardita Shas), condannato a quattro anni di reclusione per corruzione e attualmente “ospite” del penitenziario di Maassiyahu vicino a Tel Aviv con altri 6 detenuti. L’altro, Avraham Hirschson, ex ministro del Tesoro, che trascorrerà invece  i prossimi 5 anni e 5 mesi nella nuova prigione Hermon, nel nord di Israele, perché riconosciuto colpevole di appropriazione indebita e,  nello specifico, di fondi appartenenti a una mutua della quale lui stesso era presidente. Anch’egli nella sua cella non sarà solo, ma in compagnia di altri tre comuni detenuti.

L’ultimo della lista è l’ex premier Elmut Olmert  che ad un anno esatto dalle sue dimissioni nel settembre 2008, ha ricevuto  ufficialmente l’incriminazione per tre gravi capi d’accusa: tangenti da un uomo d’affari statunitense (Talansky), aiuti  ai clienti di un suo ex avvocato e falsificazione di alcuni rimborsi nel periodo 93-96 quando era sindaco di Gerusalemme. La sua prima reazione è stata quella di assicurare che proverà la sua innocenza in tribunale.  Dichiarazione coerente con quella che rilasciò  durante il suo ultimo discorso da primo ministro. Una parte di essa, a fatica, era “trapelato” anche in Italia. Eccone un estratto:

«Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato come gli altri. Dimostrerò che le accuse di corruzione sono infondate da cittadino qualunque. Errori ne ho commessi e me ne pento. Per la carica che occupo ero consapevole di poter finire al centro di attacchi feroci. Ma nel mio caso si è passata la misura».

Nel settembre scorso, a solo due mesi dall’approvazione del Lodo Alfano (immunità per le 4 alte cariche dello Stato Italiano), questa frase sembrò quasi una bestemmia da evitare in ogni Tg di Mediaset e Rai, e ancor di più oggi, quando il confronto tra Italia e Israele darebbe un esito imbarazzante per il Bel Paese. Se solo pensiamo che Israele, con i suoi mille problemi e con una guerra in atto, è più trasparente ed efficiente dell’Italia, attanagliata da scandali di ogni tipo senza che nessuno avanzi l’ipotesi di dimissioni per alcune alte cariche, tutto ciò assume quasi i contenuti di una trama per un film horror.

Solo SkyTg 24 ha realizzato un ottimo servizio per i loro ben 5 milioni di abbonati (sopra proposto).  Il resto degli italiani (circa 55 milioni di persone), telespettatori inconsapevoli delle tv nazionali, non avranno il piacere di apprendere queste notizie molto importanti. Eppure, come ricordavamo alcuni mesi fa, il 69% degli elettori ha dichiarato di basarsi proprio sulle notizie dei tg per scegliere chi votare. Sapere che all’estero funziona diversamente che in Italia è un buon “movente” per il silenzio ingiustificato delle tv italiane. Sembra una coincidenza, ma proprio ieri sera alla mostra del cinema di Venezia è stato presentato Videocracy, il film che parla delle Tv italiane. Nonostante il boicottamento televisivo del trailer, oggi sarà in programmazione nelle sale cinematografiche . A  chi è  ancora confuso e  non capisce  ad esempio perchè  in Israele i condannati finiscano in prigione e in Italia  in Tv e in parlamento, lo consigliamo vivamente. Potrebbe essere la sua pillola rossa.

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti