Passata la buriana – mediatica perchè quella politica è sempre in atto – della bocciatura costituzionale del Lodo Alfano, ecco che ritorna a prendere corpo l’idea di reintrodurre l’immunità parlamentare. Rinfreschiamoci la memoria. L’art.68 della Costituzione fu redatto nella sua forma originale dai costituenti per evitare che attraverso pretestuosi atti giudiziari nei confronti di singoli parlamentari, si potesse turbare il libero esercizio del loro ufficio. Questa garanzia – detta dell’inviolabilità – dava vita, unitamente alla garanzia dell’insindacabilità offerta dal primo comma, alla cosiddetta immunità parlamentare.
Nel 1993, sull’onda della crisi politico-istituzionale scaturita dalle inchieste giudiziarie di mani pulite, il parlamento modificò alla versione attuale l’articolo 68. La modifica avvenne con una maggioranza schiacciante: alla Camera furono 525 i si, contro 5 no ed 1 astenuto; al Senato i favorevoli furono 224, contro 7 astenuti e nessun contrario.
Sia la redazione dell’art.68 che la sua modifica avvenuta 45 anni dopo, ci sembrano perfettamente aderenti allo spirito del tempo in cui sono stati compiuti. I Costituenti vollero assicurata una garanzia per i parlamentari in una neonata e fragile Repubblica democratica, rafforzando di fatto l’autorità e la sovranità del Parlamento quale espressione della volontà popolare. Parimenti negli anni 1992-1993 lo strumento, che in realtà aveva perso le finalità iniziali ed era diventato quasi una sorta di impunità (furono 229 le richieste al Parlamento di autorizzazione a procedere nella X legislatura), fu corretto nella versione attuale. Entrambi i provvedimenti sono figli dei rispettivi tempi.
Dunque bocciato il Lodo Alfano, che garantiva l’immunità alle quattro più alte cariche dello stato, si vorrebbe reintrodurre l’immunità parlamentare. E sarebbe un’immunità per tutti tranne che per il Capo dello Stato che, sappiamo, parlamentare non è. Le spinte in questo senso arrivano dal centro-destra: La Russa, Alfano stesso, Carra, Alessandro Campi (direttore di Farefuturo la fondazione vicina a Fini) e Brunetta che ha invocato a sostegno della sua tesi (alquanto bizzarramente) il fatto che l’immunità la vollero i costituenti, Scalfaro in primis.
Ma lasciando perdere Brunetta che nel biennio 92-93 insieme al suo partito – il socialista – aveva altro di cui preoccuparsi, ci pare stonato questo ritrovato amore per l’immunità specie da coloro che in quegli anni, armati di sacro furore giustizialista, ne vollero - ed ottennero – l’abolizione: Alleanza Nazionale (allora MSI) e Lega. Ricordiamo che due furono le mozioni presentate per l ‘abolizione: una a firma di Fini, La Russa e Gasparri e l’altra a firma di Bossi, Castelli e Maroni.
Churchill ebbe a dire che «Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento». Dubitiamo che il buon Winston potrebbe oggi affermarlo nuovamente leggendo le contraddizioni dei nostri politici. Ed allora, con il consueto perfido esercizio, andiamo a vedere cosa dicevano questi signori, gli attuali fautori dell’immunità parlamentare.
Comunicato della Lega Nord: «la Lega Nord si augura che ai pm sia consentita anche la possibilità di sostanziare le proprie indagini attraverso quei riscontri ottenibili solamente mediante perquisizioni domiciliari e intercettazioni telefoniche. Auspichiamo una maggiore decisione nell’ abolizione di privilegi che non trovano oggigiorno altra giustificazione se non un corporativo interesse di casta».
Gianfranco Fini: «E’ ora che si sospendano gli stipendi anche ai parlamentari inquisiti, se non altro a quelli per i quali è stata chiesta l’autorizzazione all’ arresto che solo in virtù di un privilegio medioevale come l’ immunità non hanno ancora fatto la fine del giudice Curtò».
Maurizio Gasparri: «Per noi Di Pietro (all’ epoca sostituto pm – nda) è un mito: è mejo de Mussolini».
Umberto Bossi: «I democristiani sono tutti dei porci. Sono anni che ci battiamo per l’ abolizione della immunità».
Roberto Maroni: «Noi siamo per l’ abolizione totale dell’ immunità».
Ed infine lui, Silvio Berlusconi:
«La sua discesa in campo (Di Pietro – nda) potrebbe essere una buona cosa. La sua ansia moralizzatrice è patrimonio di tutti e potrebbe essere utile al Paese. I miei giornali, le mie tv, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere Mani Pulite».

l’immunità parlamentare è il tema che continua a portare avanti i bollori e i dolori della politica italiana delle ultime ore. dopo la bocciatura del Lodo Alfano e i festeggiamenti del PD, il Governo e il Ministro propongono il ripristino dell’immunità parlamentare. il leader dell’UDC Pierferdinando Casini trova tutto ciò alquanto sconvolgente. “E’ assurdo che le parti della politica continuino a fare i teatrini e gli schiamazzi fra loro, quando in ballo ci sono gli interessi e la giustizia degli italiani. non ci piace questo modo accettato di agire, ma sopratutto l’UDC non è disponibile a riforme della giustizia ad personam, infatti gli interessi degli italiani vengono prima di quelli di Berlusconi”. queste le parole dell’on. Casini che, come al solito si mostra l’unico politico italiano veramente interessato al Paese, ai cittadini e ai loro bisogni. il resto della politica continua da una parte a manifestare tutto l’odio verso il Presidente del Consiglio, dall’altra partono accuse verso la sinistra sempre più segmentata, contorta e frazionata e in mezzo ci sono milioni di italiani allibiti da questi comportamenti. ancora una volta, Complimenti On. CASINI!!!
Perchè di colpo questo ritorno all’immunità parlamentare?? da dove nasce questo bisogno? Il governo pensi ai problemi del paese, lasci stare le leggi ad personam..le riforme ci vogliono fatte sicuramente, ma non come ritorsione al lodo, ma come bene per la nazione..La lega, Bossi, Maroni, Gasparri, Fini erano tutti contrari all’immunità..ora ? cambiata opinione? mah..La Corte Europea dei Diritti umani, condannò il nostro Paese proprio per aver interpretato con eccessiva larghezza il concetto di immunità parlamentare ..Pensiamo a superare la crisi, sostegno alle famiglie, si dia sicurezza ai cittadini..Lodo e immunità non hanno priorità..Mimmo d’Amone
La risposta della bocciatura del Lodo Alfano con la reintroduzione dell’immunità parlamentare è davvero inaccettabile. Di questi tempi l’Italia non ha nessun bisogno di una legge tale, che coi tyempi che corrono puzza ancora di “casta”.
Premetto che questo non è un argomento che di cui gli italiani hanno bisogno, perchè con la crisi e tutto il resto, si dovrebbe parlare della disoccupazione, della recessione, e dei milla altri problemi che affliggono gli onesti cittadini. Casini ho notato, l’ha chiarito subito, lo stesso non si può dire per i leader del PD; visto che evidentemente non vogliono pestare il piede a qualche delegato che potrbbe appoggiarlo nella corsa alla segreteria, nel caso non ci sia un responso chiaro.
Detto questo, se proprio vogliamo discuterne, direi che piuttosto che l’immunità parlamentare si dovrebbe rivedere l’art. 68 della Costituzione, approvato nell’48 all’unanimità dai padri fondatori, che prevedeva l’autorizzazione di una commissione parlamentare per procedimenti penali nei confronti dei politici. Questo articolo è stato modificato e un po’ sbilanciato a favore dei magistrati durante Tangentoòpoli per ovvi motivi. Ora però Alfano vorrebbe ritornare all’impunità, ossia all’articolo originario. Non è questa la risposta, perchè ricordiamo che ci sono ancora 24 condannati definitivi in parlamento e come dice il proverbio fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…
Andrebbe fatta piuttosto una riforma, che tocchi le carriere dei PM e dei giudici, e che in generale li responasabilizzi sulle inchieste che fanno, sui procedimenti a carico dei parlamewnari che richiedono. Questo servirebbe ad evitare abusi in inchieste che intaccano la credibilità prima ancora che sia espresso un giudizio, che non danno nessun risultato mentre hanno costi esorbitanti per lo Stato e i contribuenti
Non è possibile che in questo Paese, i temi riguardanti politici siano più rilevanti di quelli dei cittadini. Dopo la bocciatura del Lodo Alfano, la questione predominante è la possibile reintroduzione dell’immunità; io mi chiedo, ma parlare dei problemi degli italiani? ci siamo stufati di gossip, scandali giudiziari, e attacchi alla maggioranza non costruttuvi, che servono solo a infangare il governo. Abbiamo bisogno di una tregua, di un dialogo, tra palazzo chigi, e opposizione. Così si fa politica. Come disse Alcide de Gasperi : “Politica vuol dire realizzare”… ecco, allora realizziamo, dibattiamo, lavoriamo, ma per il paese, non per la classe politica.
Sono convinta che con i problemi che gli italiani vivono in questo momento, l’immunità parlamentare dovrebbe essere l’ultima priorità del governo. Qualcuno sostiene che ci sia dissenso da parte degli elettori di Berlusconi in merito alla volontà di reintrodurre l’immunità parlamentare. Se questo fosse vero, non penso che ci sia da stupirsi in quanto Berlusconi ha ricevuto così tanti voti perchè, a differenza di chi lo ha preceduto, è sempre apparso più vicino alla gente, evitando frasi in politichese e utilizzando un umorismo che alla gente piace. Nell’insistere affinchè venga reintrodotta l’immunità parlamentare, tuttavia, rischia di trasmettere agli italiani, persino a quelli che lo hanno votato convinti che lui fosse realmente uno di loro e che capiva e teneva ai loro problemi, che tra le priorità del suo governo ci sono cose che riguardano soltanto una minoranza che, tutto sommato, tra le altre cose, in molti casi non se la passa affatto male secondo la maggior parte della gente. Tra gli interventi degli ultimi giorni, tra cui anche quelli di Porta a Porta di Bruno Vespa, ho particolarmente apprezzato quello di Casini dell’UDC che ha esortato con i suoi soliti toni moderati il governo a lavorare per i problemi del Paese. Mi auguro davvero che venga ascoltato!
Ah Ah mi viene da ridere a leggere gli elogi di Casini. Casini dell’UDC, il pupillo e portavoce del vecchio pentapartitico Forlani. Forlani il pluripregiudicato per finanziamento illecito e per le tamgnti delle autostrade. Casini colui che permette la presenza nel suo partito di pregiudicati quale Naro (siede in parlamento) condannato a 6 mesi definitivi di reclusione per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire. Di Cesa latitante, poi reo confesso di concussione con l’allora ministro Prandini e poi, guarda caso, reato prescritto grazie alla legge Cirielli e attualmente indagato per associazione a delinquere e truffa ai danni della Comunità Europea. Su Totò “vasa vasa” Cuffaro il mafioso è inutile dilungarci. Casini il cattolico osservante divorziato che va al family day, e poi si sposa con la palazzinara romana Caltagirone. Casini pronto a difendere i suoi piccoli figli – giustamente – dalle foto dei giornali ma poi non ha ritegno a sbatterli sui manifesti elettorali 6×3 delle Europee.
Parlate di questo Casini? Ma per piacere….
Scusatemi se vi rispondo con una barzelletta leggermente sboccacciata, ma è davvero così intrigante il vostro articolo che dipinge con le parole della VERITA’ dei fatti la situazione della politica italiana che Flaiano definiva “grave ma non seria”.
Ho scoperto per caso il vostro sito e lo caricherò tra gli amici della “repubblica indipendente”. Vi invito a diventare cittadini della repubblica, se vi va e a inserire, sempre col vostro gradimento, il blog fra i vostri amici.
“Quattro chirurghi discutono in ospedale della loro professione in un momento di pausa.
Il primo comincia:
“Preferisco avere dei contabili sul mio tavolo operatorio. Quando li apro, tutto all’interno è numerato correttamente…”
“Si, ma dovreste vedere gli elettricisti! Tutto è codificato a colori all’interno, impossibile sbagliarsi!”, aggiunge il secondo.
“Io penso sinceramente che i bibliotecari siano i migliori. Tutto è classificato in ordine alfabetico”, replica il terzo.
L’ultimo chirurgo prende quindi la parola: “I più facili da operare sono i politici. Non hanno cuore, non c’è cervello, niente colonna vertebrale e la faccia e il culo sono intercambiabili!!!”
Mi sembra descriva appropriatamente la corenza dei politici italiani.
Agli estimatori di Casini: capisco che il termine “demagogia” sia così abusato da perdere ogni senso reale, ma visto in funzione di un partito che assembla CUFFARO, FORMIGONI, BUTTIGLIONE, VOLONTE’, CESA e il mai troppo iconico COSIMO MELE direi che ce n’è abbastanza per porsi delle domande, la prima delle quali è: vogliamo veramente morire democristiani? (nel senso più deteriore del termine).
Scusate ma avendo forti dubbi sull’aldilà prospettato dai cattolici preferisco giocarmela diversamente e cercare di spazzare via proprio quelle figure politiche all’italiota che con un braccio danno e con l’altro prendono e ti toccano anche il culo. E’ una questione di dignità, quella che l’individuo quando tocca la politica tende a perdere facilmente, difatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
[...] Immunità parlamentare ieri e oggi. E domani? Passata la buriana – mediatica perchè quella politica è sempre in atto – della bocciatura costituzionale del Lodo Alfano, ecco che ritorna a prendere corpo l’idea di reintrodurre l’immunità parlamentare. Rinfreschiamoci la memoria. L’art. blog: Minitrue Blog | leggi l'articolo [...]