ott 182009
 

Benito Mussolini veniva pagato 100 sterline alla settimana dall’MI5 per mantenere l’Italia nella prima guerra mondiale. Benito Mussolini è passato alla storia come uno dei membri fondatori dell’originale Asse del Male, il dittatore italiano che governò il suo paese con la paura formò una disastrosa alleanza con la Germania nazista. Ma una parte finora sconosciuta del curriculum del Duce [in italiano nel testo- N.d.T.] è uscita allo scoperto: la sua breve carriera come agente britannico.

Documenti d’archivio hanno rivelato che Mussolini iniziò la sua carriera politica nel 1917, con l’aiuto di una paga settimanale di 100 sterline da parte dell’MI5. Al servizio segreto britannico deve essere sembrato un buon investimento. Mussolini, all’epoca un giornalista di 34 anni, non stava solo spingendo – tramite la propaganda pubblicata dal suo giornale – affinché l’Italia continuasse a combattere al fianco degli alleati nella Prima Guerra Mondiale. Era anche disposto a inviare i suoi ragazzi a “convincere” i dimostranti per la pace a rimanere a casa.

I pagamenti a Mussolini erano autorizzati da Sir Samuel Hoare, deputato e uomo dell’MI5 a Roma, che all’epoca dirigeva uno staff di 100 agenti dei servizi segreti stanziati in Italia. Lo storico dell’ Università di Cambridge Peter Martland, che ha scoperto i dettagli dell’accordo siglato con il futuro dittatore, sostiene: “All’epoca l’alleato meno affidabile per la Gran Bretagna nella guerra era l’Italia, dopo che la Russia rivoluzionaria era uscita dal conflitto. Mussolini venne pagato 100 sterline alla settimana – equivalenti a circa 6.000 sterline di oggi [circa 6.400 euro-N.d.T.] – dall’autunno del 1917 per almeno un anno perché portasse avanti la campagna a favore della guerra.”
Hoare, in seguito divenuto Lord Templewood, menzionò il reclutamento nelle sue memorie nel 1954, ma Martland si è imbattuto nei dettagli sui pagamenti per la prima volta mentre rovistava nella carte di Hoare.

Oltre a mantenere in funzione le rotative del suo Popolo d’Italia, il giornale che dirigeva, Mussolini disse a Hoare che avrebbe inviato i veterani dell’esercito a picchiare i manifestanti per la pace a Milano, una prova generale per le sue unità di camicie nere fasciste.
L’ultima cosa che la Gran Bretagna voleva erano scioperi in favore della pace che fermassero le fabbriche a Milano. Erano molti soldi per pagare un uomo che faceva il giornalista all’epoca, ma comparati con i 4 milioni di sterline che la Gran Bretagna spendeva per la guerra ogni giorno erano spiccioli” ha raccontato Martland.
Non ho prove per dimostrarlo, ma sospetto che Mussolini, che era un noto donnaiolo, spendesse una buona parte del denaro per le sue amanti”.

Dopo l’armistizio, Mussolini iniziò la sua scalata al potere, aiutato da brogli elettorali e dalla violenza della camicie nere, instaurando una dittatura fascista verso la metà degli anni ‘20. Le sue ambizioni coloniali in Africa lo portarono di nuovo in contatto con il suo vecchio finanziatore nel 1935. Ormai divenuto il Ministro degli Esteri britannico, Hoare firmò il patto Hoare-Laval che concedeva all’Italia il controllo sull’Abissinia.
Non c’è motivo di pensare che i due fossero amici, nonostante Hoare effettivamente ebbe una lunga storia d’amore con l’Italia” ha detto Martland, la cui ricerca è contenuta nella storia dell’MI5, Defence of the Realm, di Christopher Andrew, pubblicata la scorsa settimana.

L’impopolarità della patto Hoare-Laval in Gran Bretagna costrinse Hoare a dimettersi. Nel frattempo Mussolini, forte della sua nuova influenza coloniale, si alleò con Hitler ed entrò nella Seconda Guerra Mondiale nel 1940, stavolta per combattere contro gli Alleati.
Deposto in seguito all’invasione alleata nel 1943, Mussolini fu ucciso due anni dopo insieme alla sua amante Clara Petacci dai partigiani italiani mentre cercava di scappare dall’Italia per rifugiarsi in Svizzera.
Martland ha commentato: “Mussolini finì i suoi giorni appeso a testa in giù a Milano, ma la storia non è stata clemente neanche con Hoare, condannato come fiancheggiatore del fascismo insieme a Neville Chamberlain”.

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Articolo di Tom Kington pubblicato sul The Guardian col titolo originale “Recruited by MI5: the name’s Mussolini. Benito Mussolini“. Traduzione a cura di ItaliaDallEstero.

 

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