Italia, Usa e Svizzera

 Posted by on 18 Novembre 2009  Add comments
Nov 182009
 

Ritorniamo sull’argomento scudo fiscale. Ce ne offre l’occasione l’IRS – Internal Revenue Service – il fisco americano – che ha reso pubblici i primi dati scaturiti dalla sanatoria statunitense. Dello “scudo fiscale” americano ne avevamo già parlato in un nostro precedente articolo che trattava – e criticava – la legge introdotta in Italia sul rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero. Vediamo allora i risultati e le differenze fra le due legislazioni.

A differenza dell’Italia – dove con il pagamento di un modestissimo 5% (spesso “elargito” dalle banche stesse a patto che il capitale rientrato sia gestito in futuro dall’istituto di credito) si vede sanata la propria posizione con la garanzia dell’anonimato – negli USA lo scudo prevede il pagamento di tutte le tasse dovute, una riduzione delle sanzioni amministrative accessorie  previste e, nella quasi totalità dei casi, la garanzia del non perseguimento penale. Ricordiamo che negli Stati Uniti l’evasione fiscale è un reato penale statale e, in casi più gravi, può rientrare fra i reati penali federali.

Questa politica sanatoria ha fatto si che siano stati  14.700 i contribuenti americani  che abbiano aderito al concordato fiscale. Non pochi. Ma la politica americana si è differenziata rispetto alla nostra anche per una serie di iniziative “collaterali”. Ad esempio il governo USA è riuscito a stipulare un accordo con la Svizzera in materia di contenzioso fiscale fra i due paesi. E proprio in questi giorni il governo elvetico ha reso operativo l’accordo comunicando a Washington i nominativi di 4.450 probabili evasori fiscali americani clenti dell’UBS. E ulteriori accordi sono in vista con altri paradisi fiscali.

Quindi una politica, quella americana, benevolente sulle sanzioni amministrative e penali, ma rigorosa sotto quello fiscale: sulle nude tasse da pagare, in Usa, non si sono fatti sconti. Tutto questo accompagnato, come abbiamo visto, da una politica internazionale tesa a creare accordi di reciproca convenienza. L’esatto opposto della nostra politica che, oltre ad aver introdotto il discusso e discutibile scudo fiscale, ha assunto iniziative tali da aver provocato una serie di tensioni– anche a livello diplomatico – con il vicino svizzero. E sappiamo bene che senza la collaborazione del governo svizzero ben poco si potrà fare contro l’esportazione illegale di capitali verso quel paese.

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti