Non vogliamo assolutamente negare l’umana solidarietà verso una persona anziana che ha subito un violento attacco fisico. Noi questa solidarietà non facciamo nessuna fatica ad esprimerla con ferma convinzione, perchè è nel nostro DNA di esseri umani avere compassione per le altrui sofferenze. Ma una cosa deve essere ben chiara. Che l’esprimere solidarietà non va ad annullare il diritto di esercitare una ferma critica politica nei confronti dell’azione esercitata da quello stesso uomo quale capo del governo. Critica che la costituzione repubblicana, fino a prova contraria, ci concede come diritto inanielabile. I due aspetti, l’umano ed il politico, viaggiano su piani differenti e differente è la risposta che ad essi va data.
Noi – lo ripetiamo – siamo nella convinzione che questo governo sia il peggior governo che l’Italia ha mai visto. La risposta violenta, cialtrona e giustizialista – perchè sono gli esponenti di questa maggioranza a dimostrarsi veri giustizialisti – all’attacco fisico subito da Berlusconi ne è la dimostrazione. Non stiamo ad elencare le dichiarazioni da linciaggio morale che in queste 24 ore si sono alzate dal centro-destra. Però non possiamo dimenticare come nel 1926 si passò nel giro di una notte dal linciaggio morale all’assassinio di Giacomo Matteotti. E nemmeno parliamo delle proposte di filtraggio della rete, della “regolamentazione” delle manifestazioni politiche e dello svuotamento delle prerogative parlamentari con l’ennesimo ricorso alla fiducia. Diciamo solo che i richiami del presidente Napolitano , al momento, sono stati del tutto disattesi e il clima politico e civile è pessimo.
E’ di oggi, ad esempio, la notizia che Nicola Di Maio coordinatore della Giovane Italia di Treviso, la formazione giovanile del PdL, ha rilasciato un comunicato stampa nel quale richiede una legge straordinaria per sciogliere l’Italia dei Valori e Rifondazione Comunista. La notizia su come la futura classe pdellina viene allevata ai valori della democrazia, si commenta da sola.
Noi, e lo diciamo con estrema chiarezza, non ci conformiamo. Rifiutiamo l’evidente tentativo di criminalizzazione del dissenso politico in quanto tale. Noi conosciamo ed usiamo solo un’arma. Ed è quella del diritto di critica, una critica forte e senza sconti nei confronti di chicchessia. E che nessuno ci venga a tacciare di essere i mandanti morali del crimine di “lesa maestà”.
