Feb 022010
 

E dunque ce l’ha fatta. Di chi parliamo? Ma di Renzo Bossi figlio del leader leghista Umberto  che, rispondendo alla domanda di un giornalista se considerasse Renzo il suo Delfino politico, preferì soprannominarlo Trota.

Ma, si sa, i figli sono piezz’e core a tutte le latitudini ed ecco allora che il Consiglio federale della Lega Nord ha ufficializzato la candidatura di Renzo Bossi nella circoscrizione di Brescia per l’elezione al Consiglio Regionale della Lombardia.

Imperdibile la dichiarazione del sen. Roberto Castelli: ” Un atto di coraggio. Presentarsi a poco più di vent’anni di fronte agli elettori è difficile, mi tolgo il cappello“.

Ovviamente del tutto sconosciuto nel vocabolario di Castelli il termine nepotismo.

  7 Responses to “Nepotismo lombardo in salsa verde”

  1. Ma se il giovanotto Renzo fu bocciato tre volte alla maturità, il 98 % degli esaminandi supera questo esame, cosa avrà mai da dire ai bresciani?
    Certo si può sempre declassare Brescia Leonessa a Brescia Asina, poi successivamente anche Brescia Maiala!
    Bokassa

  2. Povera Italia, in quali mani sei caduta! Antonio.

  3. Più che altro Brescia da Leonessa d’Italia ridotta a Brescia Trota d’Italia.
    E quando i miei conterranei padani apriranno gli occhi?

  4. basta che prometta caccia aperta a tutte le spicie di animali e tutto l’anno e i bresciani lo voteranno in massa.

  5. Ma perchè suo padre che spara sentenze a destra e a sinistra non lo fa assumere in una delle tante industrie bresciane togliendo così il posto ad un lavoratore straniero. Non è forse questa la politica della lega.

  6. Vista l’anarchia della Regione Lombardia, si potrebbe riaprire l’uccellagione con le reti!
    Se la trota del bossi fosse un’uccello volante? Lo beccheremmo certamente e lo faremmo fritto!
    La Provvidenza non va solo a senso unico!
    Bokassa

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti