Centro di gravità permanente
Pierferdinando Casini sta ripetendo da giorni che l’opposizione a Berlusconi non si fa nelle piazze, ma in parlamento. Ora premesso che il termine “opposizione” associato a parole quali UDC, Cuffaro, Cesa, Mele ecc ci pare una contraddizione in termini, premesso questo ciò che propugna Casini sarebbe la prassi in un vera e piena democrazia. Una democrazia dove la maggioranza governa senza esautorare il parlamento con il continuo ricorso al voto di fiducia, e una minoranza che agisce da controllo e si oppone, anche duramente se necessario, nelle aule legislative.
Detto questo, Casini ci dovrebbe spiegare la teoria e la prassi del suo partito. Perchè proprio ieri l’UDC – che fa della lotta parlamentare il suo vessillo – ha salvato il tanto vituperato decreto salva-liste. Proprio così. La pregiudiziale di costituzionalità non è passata per soli sei voti. Con il parlamentari del PD (questa volta hanno fatto i bravi) e dell’IDV tutti presenti, l’assenza di 17 deputati centristi – tra cui Michele Vietti, uno dei firmatari della pregiudiziale – ha fatto si che la maggioranza evitasse una clamorosa sconfitta in piena campagna elettorale.
Ma si sa che considerarsi il centro di gravità permanente della politica italiana comporta anche l’esercizio dell’incoerenza. Se no come si fa ad essere contemporaneamente opposizione in parlamento e alleato con la maggioranza in alcune regioni?
- 17 marzo 2010
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