A l’Havana, passando da Belfast
Era il 5 maggio del 1981 quando l’irlandese Roibeard Gearóid Ó Seachnasaigh morì a causa del prolungato sciopero della fame attuato insieme ad altri compagni di lotta reclusi nei famigerati H-Block del carcere di Maze, nell’ Ulster. Lui, Roibeard Gearóid Ó Seachnasaigh meglio conosciuto col nome inglese di Robert “Bobby” Sands, fu il primo dei dieci prigionieri che in pochi mesi persero la vita con l’arma dell’hunger strike. Arma estrema usata per rivendicare il loro status di combattenti ed il loro diritto all’autodeterminazione.
Era il 2001 – vent’anni da quei tragici eventi – quando Fidel Castro inaugurò a l’Havana – presente Gerry Adams già membro del Provisional IRA, poi presidente dello Sinn Féin e protagonista del processo di pace nell’Ulster – un monumento a ricordo di Bobby Sands e di tutte le vittime della repressione. A ricordo di tutti coloro che, usando questa forma estrema di lotta, combattono per la libertà. I nomi scolpiti su quel marmo sono circa cento.
Il 23 febbraio 2010 all’ospedale de l’Havana è morto, dopo 85 giorni di sciopero della fame, il dissidente cubano Orlando Zapata Tamayo. Reo, per il regime cubano, di diversi crimini tra cui il vilipendio a Fidel Castro. Altri cinque dissidenti, di cui quattro in carcere, hanno iniziato lo sciopero della fame. Essi sono: Eduardo Diaz Fleitas, Diosdado Gonzalez Marrero, Nelson Molinet Espino, Fidel Suarez Cruz e Guillermo Farinas.
Raúl Castro, riferendosi all’ hunger striker Guillermo Farinas, ha dichiarato:
Stanno facendo tutto il possibile [i medici cubani. n.d.a.] per salvargli la vita: se non modifica tale posizione, sarà responsabile, insieme a chi lo sostiene, di un esito che non desideriamo. [...] Cuba non cederà di un millimetro di fronte al ricatto.
Ci chiediamo se, a tragedia avvenuta, Raúl e Fidel Castro si ricorderanno di aggiungere al marmo dedicato a Bobby Sands anche i nomi degli hunger strikers cubani che muoiono in nome della libertà e dei diritti politici e umani.
immagine: Minitrue Blog Archive
- 7 aprile 2010

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