Apr 242010
 

In Italia la normativa che regola internet è piuttosto carente e figlia di provvedimenti presi di volta in volta, spesso in contrasto tra di loro. L’assenza di una strategia globale che regoli la materia ha fatto si che le leggi  – ma più spesso i vuoti normativi – siano stati spesso interpretati in maniera difforme e spesso cervellotica.

Abbiamo la notizia – confortante in verità – che il Blogger Roberto Mancini – già condannato in primo grado a 3.000 € di ammenda e a 8.000 € di risarcimento per il reato di omesso controllo sui commenti ai suoi post – è stato assolto in secondo grado dalla Corte di Appello di Torino.

I giudici d’Appello hanno infatti stabilito che un Blogger non è equiparabile al direttore di un giornale e perciò non è responsabile di quei commenti che non sono riconducibili al blogger stesso. Commenti che, quindi, debbono considerarsi anonimi vista anche l’impossibilità di verificare con certezza l’identità dell’autore.

Questa sentenza rende giustizia a Roberto Mancini in particolare e a tutti i blogger in generale ma, sopratutto, mette un punto fermo e chiaro sulla profonda diversità – anche in materia di responsabilità – che corre fra una testata giornalistica e un blog amatoriale.

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