Apr 272010
 

Fra i vari spot televisivi cominciano a spuntare quelli della CEI sull’8×1000.

Ma facciamo un pò di chiarezza su questo meccanismo che è stato istituito nel 1984 con la stipula del nuovo Concordato fra Stato e Chiesa cattolica italiana (CEI). Col nuovo Concordato, infatti, il cattolicesimo ha cessato di essere religione di stato. Si è posto quindi  il problema di come poter  retribuire il clero cattolico venendo a mancare il presupposto giuridico fondamentale su cui si basava, fino ad allora, l’assegno di congrua.

E quella che potrebbe apparire per la Chiesa cattolica italiana come una perdita di primato – ovvero il venir meno l’essere l’unica religione di stato –  in realtà attraverso l’8×1000  questo primato si è ancor più affermato, quanto meno in campo economico-finanziario.  Perchè il meccanismo, come vedremo, la favorisce oltremisura e, comunque, in totale dispregio di scelte diverse operate dal cittadino-contribuente.

E’ utile ricordare, per un chiaro quadro complessivo, che negli anni successivi al 1984 lo Stato ha siglato accordi – tecnicamente chiamati Intese – con altre confessioni religiose: Le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa Evangelica Luterana, la Chiesa Cristiana Avventista del settimo giorno e l’UCEI – le Comunità Ebraiche Italiane. Anche queste confessioni hanno il diritto di accedere al gettito dato dall’8×1000. Mentre l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, pur avendo firmato una Intesa con lo Stato e avendone quindi i requisiti, ha rifiutato di farne ricorso.

Altre confessioni religiose hanno raggiunto (anno 2000)  una Intesa con lo Stato. Sono l’UBI – Unione Buddista Italiana e i Testimoni di Geova.  Ma quest’ultime non possono al momento accedere all’8×1000 in quanto le relative Intese, pur a distanza di dieci anni, non sono state ancora ratificate dal Parlamento. Questa grave dilazione mette in evidenza, tra l’altro,  l’assoluta carenza legislativa in materia religiosa nel nostro ordinamento giuridico e, sopratutto, sulla scarsa – e bipartisan – volontà politica nel voler legiferare in modo complessivo ed organico su una materia così delicata quale, appunto, la libertà e la parità religiosa in Italia.

Questo che, a grandi linee, abbiamo presentato è il quadro delle confessioni religiose  che in Italia hanno stipulato una Intesa con lo Stato e sulle loro possibilità di finanziarsi attraverso lo strumento l’8×1000.  La realtà però è ben diversa, perchè il meccanismo è solo apparentemente trasparente ed è sopratutto fortemente sbilanciato a favore di quella che, dal 1984, non è più religione di stato: la Chiesa cattolica italiana. Il contribuente può scegliere fra sette opzioni a cui devolvere l’8×1000: Stato, Chiesa cattolica italiana (CEI), Chiesa Avventista, Assemblee di Dio, Chiesa Valdese, Chiesa Luterana, Comunità Ebraiche. Oppure può decidere di NON devolvere niente a nessuno. E’ quest’ultima opzione quella più subdola ed è su questa che si gioca – confidando sull’inconsapevolezza delle gente – una partita fatta di  grandi cifre.

La legge infatti stabilisce che le quote non espresse (che sono la maggioranza) debbano essere ripartite tra i sette beneficiari nella misura percentuale corrispondente alle scelte fatte da chi, invece, ha esercitato l’opzione. In pratica avviene che la quota di colui che decide di non devolvere il suo 8×1000 viene comunque ripartita fra tutte le confessioni religiose e lo Stato, nella misura che altri (coloro che hanno devoluto l’8×1000) hanno scelto.

Riportiamo qua sotto i dati relativi al 2004. Da questi risulta che coloro che non hanno scelto di devolvere l’8×1000 dell’ Irpef sono il 60,4%. Quindi a quel 39,6% di coloro che hanno scelto di devolvere l’8×1000 – se pur minoranza – è stata affidata, cervelloticamente (ma poi mica tanto visti i numeri), la decisione di come devolvere anche i soldi della maggioranza.

Questo in termini percentuali. Adesso vediamo invece quale  è stato (sempre nel 2004 ed in milioni di euro) il gettito derivante dalle scelte espresse e da quelle non espresse ma ripartite secondo il criterio che abbiamo appena illustrato:

Risalta come il gettito derivante dalle scelte non espresse sia di gran lunga maggiore di quelle espresse. E’ opportuno sottolineare che la Chiesa Valdese e le Assemblee di Dio hanno optato di ricevere il gettito dell’8×1000 solo da coloro che hanno espresso la scelta nei loro confronti, rifiutando quindi il gettito dato dalle scelte non espresse. Occorre  aggiungere che la Chiesa cattolica (CEI) – che nel 2008 ha ricevuto 1002 milioni di euro dall’8×1000 – è l’unica fra le confessioni religiose a ricevere ogni anno un anticipo dallo Stato, anticipo pari all’introito determinato dalle firme espresse tre anni prima.

Forse sarebbe il caso che questo spot pubblicitario avesse maggior diffusione.

fonte dati: Wikipedia. Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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