Secondo la Associated Press la prossima tappa dello scandalo della pedofilia nella Chiesa cattolica è il Sudamerica. Mentre da noi il Vaticano è l’unico posto dove si respira meglio nei giorni della nube islandese che ha assorbito tutte le attenzioni, da ieri in Brasile la notizia più discussa è l’arresto di Monsignor Luiz Marques Barbosa e due altri parroci accusati di aver abusato di un dodicenne.
La storia era esplosa un mese fa, quando una rete televisiva ha trasmesso un video (lo potete vedere qua e data la scabrosità delle immagini You Tube richiede il login per la visione) che riprendeva Monsignor Barbosa a letto con un diciannovenne ex chierichetto. Il video risalirebbe al 2009 e circolava su internet. Barbosa è stato arrestato domenica nel corso dell’inchiesta conseguente. Tra le testimonianze raccolte, altre tre si dichiarano vittime di Barbosa e alcune accusano di abusi altri due preti, e tra le vittime ci sarebbe un bambino di 12 anni. Tutti e tre i religiosi sono stati sospesi.
Secondo l’Associated Press i casi che stanno esplodendo in tutto il Sudamerica potrebbero far diventare quel continente il prossimo fronte dello scandalo: inchieste sono state avviate in Messico, Paraguay e Cile. E proprio a Santiago, si ricorda, il cardinale Tarcisio Bertone ha pronunciato la settimana scorsa le oltraggiose parole che legano la pedofilia all’omosessualità.
Tutto questo in un paese, il Brasile, che è il secondo paese al mondo per numero di cattolici. Un numero che però va sempre più calando a favore delle chiese protestanti. I protestanti in Brasile (gli ultimi dati sono riferiti al 2003) sono 26 milioni con una percentuale del 15,6%, mentre trent’anni fa, nel 1980, erano ancora al 6,6%.
fonte: Associated Press e il Post
