Mag 072010
 

Le recenti dimissioni del ministro Scajola aprono un nuovo scenario su possibili e opachi contatti tra alcuni imprenditori edili e ambienti vaticani, dopo le indagini della Guardia di Finanza che hanno portato alla scoperta di circa 900 mila euro in assegni circolari provienienti da un conto corrente bancario intestato ad un professionista vicino all’imprenditore Diego Anemone e che sarebbero serviti per l’acquisto di un appartamento dell’ex ministro, in zona Colosseo a Roma. Ritorna inoltre il nome di Angelo Balducci, collaboratore di Anemone ed ex Gentiluomo del papa, già coinvolto nell’indagine sugli appalti per i Grandi Eventi che ha sfiorato il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, nonchè in un giro di sfruttamento della prostituzione maschile tra alcuni seminaristi romani .

Il super-testimone Laid Ben Hidri Fathi, autista di Balducci e suo collaboratore anche in campo finanziario, ha rivelato ai magistrati di Perugia che le imprese di Anemone ristrutturavano e fornivano appartamenti a “politici e prelati” che agevolavano la concessione di appalti pubblici. Fathi ha raccontato in particolare di aver accompagnato Anemone agli incontri con varie personalità, tra cui il monsignor Francesco Camaldo, cerimoniere del papa e per lungo tempo segretario particolare del vicario di Roma, il cardinale Ugo Poletti. Si apre così un altro filone di indagine che, partito dagli appalti sui Grandi Eventi, potrebbe coinvolgere altri ambienti del Vaticano. In particolare, ci sarebbero quindici transazioni sospette di immobili, su cui stanno indagando gli inquirenti.

Già tempo fa era emerso che tra chi forniva denaro liquido ad Anemone vi era don Evaldo Biasini, tesoriere della Congregazione del Preziosissimo Sangue. Ciò ha portato persino il direttore de Il Giornale Vittorio Feltri a scrivere recentemente che la vicenda “non aiuterà la Chiesa, a poche settimane dalla denuncia dei redditi, a raccogliere l’otto per mille fra gli italiani già abbastanza turbati (per non dire disgustati) dalla vicenda pedofilia”. D’altra parte, sempre Il Giornale oggi torna su don Biasini – ormai per la cronaca “don Bancomat” – e sulle transazioni che lo vedrebbero coinvolto.

Inoltre, altri immobili venivano comprati e venduti da enti religiosi come Propaganda Fide, di cui Balducci era consigliere, con metodi simili a quelli scoperti nel caso dell’appartamento in zona Colosseo dell’ex ministro Scajola. Quanto fossero stretti i rapporti tra Balducci e monsignor Camaldo lo fa intuire lo stesso prelato, che dopo l’arresto dell’imprenditore ha commentato:

Sono molto addolorato, è una persona di assoluta limpidezza morale, conosciuta e stimata in Vaticano da tanti anni, sono certo che dimostrerà la sua completa estraneità alle accuse.

Intanto si è scoperto che non solo don Biasini, ma anche altri sacerdoti sapevano dei movimenti di denaro a favore di Anemone.

fonte: Uaar

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