mag 292010
 

Donald Sassoon – storico inglese e professor al Queen Mary College University of London – ha ricordato la figura di Edoardo Sanguinetti, recentemente scomparso, con un articolo pubblicato  sul quotidiano britannico The Guardian. Lo riproponiamo nella versione italiana.

«Edoardo Sanguineti, uno dei più influenti intellettuali italiani, che è morto all’età di 79 anni, era principalmente un poeta, ma ha lasciato la sua impronta anche come drammaturgo, critico letterario, accademico, e saggista. Divenne famoso inizialmente come membro dell’avanguardia italiana quando formò il Gruppo 63 con altri giovani e brillanti intelettuali quali Umberto Eco e Giorgio Manganelli. Il gruppo, che si autodefiniva neo-avanguardia per evidenziarne il forte elemento innovativo, era in realtà un movimento di avanguardia tradizionale, che seguiva l’esempio dei suoi equivalenti in Francia e in Germania, ma era abbastanza intelligente da conoscere già da allora, i primi anni ‘60, l’importanza dell’avere un nome efficace come marchio.

I membri del gruppo consideravano la maggior parte della letteratura italiana del dopoguerra intollerabilmente noiosa. Tuttavia siccome il gruppo era tenuto insieme praticamente solo da un’ostilità verso la cultura degli anni ‘50, fu dissolto prima della fine degli anni ‘60. Ma l’astro nascente di Sanguineti continuo’ a prosperare.

Scrisse due romanzi sperimentali, Il Capriccio (1963) e Il Giuoco dell’Oca (1967), e tradusse testi poetici di Brecht, Shakespeare e James Joyce. Scrisse molte pièce teatrali, tra cui il Faust (1985) e Sei Personaggi.com (2001).

La raccolta Laborintus (1956), è stata la prima di un flusso costante di volumi di poesia di una musicalità non comune, che è diventato uno dei capisaldi della letteratura italiana contemporanea, tra i quali Erotopaegnia (1960), Triperuno (1960), Wirrwarr (1972), uno dei tanti testi di influenza psicoanalitica, Postkarten (1978), Bisbidis (1987), Senzatitolo (1992) and Corollario (1997). La sua opera poetica è stata raccolta in Segnalibro. Poesie 1951-1981 (1982) e Il Gatto Lupesco. Poesie 1982-2001 (2003).

Sanguineti aveva un aspetto strano. Era estremamente magro, con un grande naso. Conscio della sua apparenza fisica, si definiva il poeta più patetico del Ventesimo Secolo. Ma la sua poesia non era affatto patetica. Era basata soprattutto su giochi di parole e un rifiuto della sintassi (di recente aveva inziato a definirsi un poeta rap).

In contrasto col tono buffo e anarchico dei suoi scritti, riteneva di essere un marxista impegnato (vedere il suo saggio Come Diventare un Materialista Storico, del 2006). L’accenno di dogmatismo (a volte più di un accenno), come il suo piacere nell’usare i cliches del marxismo tradizionale quando molti vi avevano rinunciato, mostrava la nostalgia di un passato in cui la rivoluzione sembrava possibile. Di tanto in tanto scandalizzava persino i suoio ammiratori, come quando dichiarò (nel 2007) che “i ragazzi di Tienanmen erano semplicemente dei poverini, sedotti dai miti dell’ovest, come quelli che hanno celebrato la caduta del muro (di Berlino). Tutto quello che desirevano veramente era la Coca Cola.” Ciò non dovrebbe far sottostimare la serietà del suo impegno politico. I suoi saggi, soprattutto quelli su Dante, trattavano, fra gli altri temi, il predicamento politico dell’intellettuale.

Tra il 1976 e il 1979, Sanguineti fu un consigliere comunale a Genova e dal 1979 al 1983 fu un parlamentare indipendente, ma eletto nella lista del Partito Comunista italiano. Ha insegnato alle università di Torino e Salerno e nel 1974 ottenne la cattedra di letteratura nella natia Genova, dove diventò un’icona culturale, col suo passeggiare per il vibrante centro città, sempre flemmatico, sorridente, elegante ma in certa qual maniera convenzionale, come molti intellettuali di sinistra della sua generazione. Amava ballare e è stato occasionalmente visto in discoteca. Vinse numerosi premi letterari, come il prestigioso premio Campiello alla carriera.

Nato a Genova e figlio unico, Sanguineti aveva quattro anni quando la famiglia si trasferì a Torino. Nel 1946 iniziò il prestigioso Liceo D’Azeglio, nel quale avevano studiato Primo Levi, Giulio Einaudi e Norberto Bobbio. Ebbe fra i suoi insegnanti Albino Galvano, un eminente artista interessato alla psicoanalisi, che lo introdusse alla cultura d’avanguardia di Torino.
Nel 1956 si laureò all’Università di Torino con una tesi su Dante, più tardi pubblicata con il titolo Interpretazione di Malebolge (1961). Le Malebolge è l’ottavo circolo infernale, uno di peggiori posti che ci siano. Qui i traditori, gli ipocriti, i fraudolenti, i seduttori, i protettori di prostitute e i simoniaci (cioè i commercianti di penitenze ecclesiastiche o indulgenze), vengono frustati da demoni muniti di corna e poi gettati nelle feci. Questi peccatori sono stati oggetto di disprezzo per Sanguineti per tutta la sua vita.

Nel 1994 ritornò sul tema dei seduttori, in questo caso trattandosi di seduttori politici, con una poesia contro Silvio Berlusconi, in cui il soggetto è descritto mentre sta “spacciando spot, sparati in subcoscienza … news per neoyuppeschi … itali idioti, ipermarketizzati” (N.d.T.: in italiano nel testo).

Nell’anno della sua laurea Sanguineti pubblicò anche Laborintus, in cui, con zelo giovanile, spinse agli estremi la decostruzione del linguaggio. Negli anni ‘50, poesie così difficili e quasi incomprensibili non venivano quasi notate. Ma 10 anni più tardi le innovazioni linguistiche e i giochi di parole divennero molto più accettati persino in Italia. Nel 1961 Sanguineti iniziò una colaborazione che durò tutta la vita, con il compositore Luciano Berio, con cui scrisse Passaggio (1961-62), A-ronne (1974), Canticum Novissimi Testamenti (1989-91) scrivendo libretti costruiti con citazioni dalla Bibbia, da Dante e dal Manifesto del Partito Comunista. Inoltre adattò per il teatro il poema epico di Ariosto L’Orlando Furioso, chiamandolo “travestimento”, per sottolinearne le differenze rispetto all’originale.

Sanguineti lascia sua moglie Luciana, che sposò nel 1954, e i suoi 4 figli Federico, Alessandro, Michele e Giulia.

-Edoardo Sanguineti, poeta, drammaturgo e critico, nato il 9 Dicembre 1930, morto il 18 Maggio 2010.»

traduzione: Italia dall’Estero

 

  2 Risposte a “Edoardo Sanguineti”

  1. [...] Edoardo Sanguineti Donald Sassoon – storico inglese e professor al Queen Mary College University of London – ha ricordato la figura di Edoardo Sanguinetti, recentemente scomparso, con un articolo pubblicato  sul quotidiano britannico The Guardian . Lo riproponiamo nella versione italiana. blog: Minitrue Blog | leggi l'articolo [...]

  2. La poetica di Sanguineti per me rappresenta sempre un nuovo mistero. Consiglio a tutti di vedere l’intervista Abecedario a Edoardo Sanguineti, pubblicata da Deriveapprodi

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