Giu 292010
 

Nel 2008 le montagne di rifiuti che si accumulavano nelle strade di Napoli avevano messo le ali alla campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Se la destra ha vinto le elezioni è in parte perchè la sinistra, allora al potere (a livello nazionale, regionale e comunale) si era mostrata incapace di affrontare l’ “emergenza rifiuti”, hanno spiegato gli esperti. Da perfetto comunicatore, Il Cavaliere si era creato un’immagine di uomo del fare. A Napoli i rifiuti sono scomparsi, anche se alcuni pensano che il problema sia stato solo rinviato.

Ma oggi la situazione si ripete a Palermo, in Sicilia, comune guidato dal partito di Berlusconi, senza che si profili un “miracolo napoletano”. Poco importa. I giornali quasi non ne parlano. Le televisioni ancora meno. La storia è tuttavia la stessa: montagne di rifiuti ovunque. I cittadini esasperati, durante la notte, li incendiano. Il rischio diossina. La magistratura che indaga sull’inquinamento delle falde freatiche provocato dalla discarica stracolma, la sola a disposizione. Un’estensione di quest’ultima è in costruzione, ma non sarà pronta prima di sei mesi. “In realtà è peggio che a Napoli. Laggiù avevano in corso il progetto di un inceneritore, qui non abbiamo nulla. Niente inceneritore, niente cultura della raccolta differenziata, niente risorse. E la società incaricata della raccolta e del trattamento dei rifiuti, l’Amia, è in fallimento”, protesta il consigliere municipale del Partito Democratico Davide Faraone (opposizione).

Camion guasti.

Sul banco degli imputati figura il sindaco, Diego Cammarata, che, mentre la sua città affonda sotto i rifiuti, è volato in Sudafrica per seguire la nazionale di calcio, gli Azzurri, dopo aver aumentato la tassa sulla spazzatura per tentare di rimpinguare le finanze esangui dell’Amia. A Palermo si dice che [la situazione attuale, N.d.T.] sia il risultato di un’amministrazione fatta di assunzioni concomitanti con le elezioni e di viaggi da nababbi, come quello a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per ivi spiegare le virtù della raccolta differenziata, praticata da solo il 4% dei palermitani. Intanto, sugli ottanta camion necessari alla raccolta quotidiana [dell’immondizia], solo 40 sono disponibili, i rimanenti sono guasti.

Già un anno fa uno sciopero dei netturbini aveva obbligato l’esercito ad intervenire per liberare le strade dall’immondizia. Questa volta, la crisi sembra senza soluzione, mentre il caldo rischia di aggravare la situazione. E, dato che le disgrazie non vengono mai da sole, si riparla di spazzatura a Napoli. Oltre ai primi articoli su Palermo pubblicati venerdì 18 giugno, si poteva leggere sui giornali che a Napoli un autobus si era arenato in una montagna di rifiuti in pieno centro. La nuova crisi è stata scatenata dallo sciopero dei netturbini, preoccupati per il piano presentato dalle collettività locali in seguito al termine del piano di emergenza del 2008.

fonte: Le Monde – traduzione: Italia dall’Estero

  One Response to “Palermo, la città-spazzatura dimenticata”

  1. Ma i “simpatici” compagni del Cavaliere, al G8, lo sanno che L’Italia affonda nella monnezza?

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti