Il comune di Roma sempre più filo clericale

di: Jaques M. Hotteterre

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Il Comune di Roma ha predisposto due nuovi provvedimenti che dimostrano quanto la giunta guidata da Gianni Alemanno sia sempre più attenta e prona verso la chiesa cattolica dimenticando, invece, il suo ruolo di capitale laica della laica Repubblica Italiana.

Il primo provvedimento riguarda l’introduzione di una imposta di 100 euro per coloro che intendono sposarsi civilmente in Campidoglio. Ovviamente simile imposta non è prevista per i matrimoni religiosi dove peraltro l’amministrazione comunale non non ha i poteri per imporla. Delle due l’una. O si vuole far cassa colpendo solo una parte dei matrimoni (quelli civili) creando comunque una palese parzialità, o si vuole mettere un ulteriore ostacolo -  naturalmente ben visto dalle gerarchie ecclesiastiche – verso coloro che  non intendono  sposarsi con rito religioso.

La seconda delibera riguarda l’applicazione di uno sconto pari al 50% sulla tariffa applicata dai taxi a coloro che accompagnano i bambini all’ospedale pediatrico Bambin Gesù.

Nel ricordare che l’ospedale Bambin Gesù è di proprietà dello Stato della Città del Vaticano, ci domandiamo perchè la stessa agevolazione non  sia stata prevista anche per coloro che, sempre in taxi,  accompagnano i bambini nei reparti pediatrici degli altri ospedali romani pubblici o privati che siano.

E questo nel momento in cui vi è una revisione delle tariffe dei taxi, che vede la commissione consultiva – creata ad hoc dall’amministrazione comunale – composta da ben 17 rappresentanti dei tassisti ((Bacino elettorale del sindaco Alemanno; ricordate i tassinari salutare romanamente la sua elezione?)) e da solo 3 rappresentanti dei consumatori.

fonte: RomaToday, Uaar

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