Lug 132010
 

Ogni mese ne sono distribuite 40 milioni di copie in 236 paesi e 180 lingue diverse. Senza abbonamenti e gratuito, la Torre di guardia, il mensile divulgativo della comunità dei Testimoni di Geova, è il giornale più diffuso al mondo.

La New York Review of Magazine ha pubblicato una lunga inchiesta sulla Torre di guardia, intervistando redattori, direttori e andando porta a porta con i testimoni.

Torre di Guardia è uno dei rari casi in cui una religione è nata da una pubblicazione. La sua prima edizione, con il nome di Zion’s Watch Tower, risale al 1 luglio 1879, curata da Charles T. Russell, editor della rivista avventista The Herald of the Morning. Dalle colonne del suo nuovo giornale, Russell cominciò a criticare le teorie avventiste e a formularne di nuove che poi sarebbero confluite nella religione da lui fondata: la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova.

Oggi la Torre di guardia e le altre pubblicazioni della congregazione sono pubblicate da due enti non profit: uno in Pennsylvania e l’altro a New York. Questa mastodontica operazione è garantita solo da donazioni e nonostante questo la Tract Society, l’ente di New York, è una delle quaranta società più ricche della città.

Ogni numero di Torre di Guardia nasce un anno prima della sua pubblicazione in una riunione della Commissione scrittura, composta da nove membri. Vengono scelti argomenti biblici, che siano interessanti sia per i testimoni sia per il grande pubblico e che rispondano a domande precise anche con l’ausilio di puntuali riferimenti alla Bibbia. Titoli come Bisogna essere sempre onesti?, Dio ci ha abbandonato? e temi come l’omosessualità o i terremoti servono anche per le attività di proselitismo.

Tutta la redazione di Torre di guardia vive insieme in cinque edifici in Brooklyn Heights, a New York. La società provvede ai pasti, all’alloggio e a un piccolo sussidio in modo che l’attenzione possa rimanere focalizzata sul lavoro. Al contrario di quanto si dice in giro, le donne possono scrivere sul giornale, ma non su questioni inerenti le scritture. Inoltre, dal 1940 non compaiono più i nomi della redazione: “La gloria dev’essere solo di Dio”.

fonte: Internazionale

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