Lug 082010
 

Richard Stallman non è mai stato un personaggio accomodante quando si parla della dicotomia fra software libero e chiuso. Nel corso degli anni si è scontrato in maniera diretta con le aziende che limitavano le libertà degli utenti. Ultimamente il nemico numero uno sembra proprio essere diventata Apple che è passata dalla campagna “Think Different” all’omologazione degli utenti attraverso i suoi eleganti, ma blindatissimi prodotti.

La colpa principale di Apple è la forte limitazione alle libertà digitali imposte agli utenti. Questi vengono attirati usando uno stile di design che fa sentire “più fighi”, ma che è usato come la proverbiale carota. La situazione è iniziata a peggiorare con l’arrivo dei primi iPod, lettori portatili mp3 chiusi imbottiti con il DRM.

L’iPhone è stata sicuramente una pietra miliare sulla strada della perdita delle libertà con tutti i suoi lucchetti coperti da lustrini. Bruce Schneier, il famoso esperto di sicurezza, ha spiegato senza tanti eufemismi che quel che Apple chiama “sicurezza” in realtà è “controllo”.

Quel che va meno giù a Stallman è sicuramente l’App Store. Un mercato dove Apple ha l’ultimo ed insindacabile giudizio su cosa possa essere o meno eseguito sui device degli utenti. Chi si accorge troppo tardi del problema e cerca di ritagliarsi un’isoletta di libertà si vede pure decadere la garanzia. Con iPad, l’ultimo arrivato da casa Apple, l’azienda ha la possibilità di disabilitare qualsiasi caratteristica, bloccare i prodotti concorrenti, censurare le notizie e cancellare video, libri o qualsiasi tipo di file senza nessuna richiesta di assenso da parte dell’utente.

Una progressione in negativo che sa di totalitarismo e che non si può non aver notato. Stallman la definisce, senza mezzi termini, malvagia e per limitare il potere di quest’azienda ha deciso di utilizzare l’arma sempre tagliente della conoscenza. È, infatti, stata lanciata la campagna iBad con la distribuzione di adesivi contro Cupertino.

Su DefectiveByDesign ogni 5.000 sottoscrizioni contro Apple verrà inviata una cartolina gigante a Steve Jobs con tutti i nomi di chi si è schierato contro quello che da più parti nel mondo del software libero viene definito il nuovo impero del male. Nelle condizioni d’acquisto o d’uso dei prodotti Apple ci sono tante condizioni che purtroppo gli utenti accettano senza leggere attentamente. Se vuoi, per esempio, cambiare la batteria al tuo dispositivo l’azienda può controllare se hai infranto le loro regole ed eventualmente lasciarti senza.

Stallman alla luce di quanto detto qui sopra si chiede come sia possibile che un utente compri un prodotto di questo tipo. Acquistare un prodotto made in Cupertino è come mettersi da soli delle manette digitali. Per qualcuno RMS è solo un integralista, ma in realtà è solo un paladino delle libertà digitali. Nel suo pensiero ogni utente deve avere il diritto di scegliere ciò che preferisce in piena libertà. Apple rappresenta l’esatto opposto di questa filosofia perché è un’azienda che si arroga il diritto di scegliere al posto dell’utente.

fonte: OssBlog

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