Tax Willer

 di - 19 luglio 2010  1 Risposta »
lug 192010
 

Ridaremo agli italiani la libertá di usare il telefono senza correre il rischio di veder pubblicate le proprie vicende private. Il governo lavora bene“. “Ridurremo le tasse. E completeremo programma e legislaura”, Silvio Berlusconi, 16 luglio 2010.

E, in passato:

Con buon senso e attenzione nell’arco di 3-4 anni ridurremo la pressione fiscale dal 47% al 35%”, Silvio Berlusconi, Porta a porta, 9 aprile 2001.

Meno tasse dal 2003“, Silvio Berlusconi, Il Messaggero, 5 maggio 2002.

Conto di ridurre l’aliquota massima delle imposte al dal 45 al 33%“, Silvio Berlusconi, 30 marzo 2004.

La quarta aliquota fiscale sarà cancellata il prossimo anno, ridurremo le tasse del 40%“, Silvio Berlusconi, La Repubblica, 16 marzo 2005.

Sogno una vera riforma tributaria, con due sole aliquote: 22 e 33%“, Silvio Berlusconi, 9 gennaio 2010.

Con questa manovra non ci sara’ nessun cambio di programma: realizzeremo il federalismo fiscale e la riduzione delle tasse. E’ nel nostro dna diminuire la pressione tributaria”, Silvio Berlusconi, 26 maggio 2010.

Nel frattempo la pressione fiscale complessiva è passata dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009 e per le tasse locali è previsto un aumento nel corrente anno del 5,3%.

lug 182010
 

Si tratta del Pelagos Sanctuary, il Santuario dei Cetacei, quel triangolo di mare nell’alto Tirreno compreso tra Toscana, Corsica-Sardegna e Provenza. E’ uno dei parchi marini più grandi d’Europa, famoso per la multiformità delle specie che lo popolano. La mission del parco è quella di garantire uno stato di conservazione favorevole dei mammiferi marini proteggendoli, insieme al loro habitat, dagli impatti ambientali negativi diretti o indiretti delle attività umane.

Nonostante ciò, a fine luglio, è prevista una gara di motonautica proprio all’interno del Santuario dei Cetacei. Si tratta del Primatist Trophy 2010 che partirà da Porto Azzurro – all’Elba – per giungere nella costa maremmana toscana, a Talamone, passando per Porto Ercole. Una gara che, ancor prima di iniziare, ha già stabilito un triste record: quello di invadere ben tre aree protette. Perchè oltre al Santuario dei Cetacei saranno interessati dalla competizione anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed il Parco Regionale della Maremma.

Una gara inquinante e altamente dannosa per un tratto di mare che ha visto recentemente riapparire anche due esemplari di foca monaca, ma che registra, purtroppo, anche l’aumento di casi di giovani delfini spiaggiati a causa dell’elevato numero delle violazioni ambientali marine.

lug 172010
 

Il Comune di Roma ha predisposto due nuovi provvedimenti che dimostrano quanto la giunta guidata da Gianni Alemanno sia sempre più attenta e prona verso la chiesa cattolica dimenticando, invece, il suo ruolo di capitale laica della laica Repubblica Italiana.

Il primo provvedimento riguarda l’introduzione di una imposta di 100 euro per coloro che intendono sposarsi civilmente in Campidoglio. Ovviamente simile imposta non è prevista per i matrimoni religiosi dove peraltro l’amministrazione comunale non non ha i poteri per imporla. Delle due l’una. O si vuole far cassa colpendo solo una parte dei matrimoni (quelli civili) creando comunque una palese parzialità, o si vuole mettere un ulteriore ostacolo -  naturalmente ben visto dalle gerarchie ecclesiastiche – verso coloro che  non intendono  sposarsi con rito religioso.

La seconda delibera riguarda l’applicazione di uno sconto pari al 50% sulla tariffa applicata dai taxi a coloro che accompagnano i bambini all’ospedale pediatrico Bambin Gesù.

Nel ricordare che l’ospedale Bambin Gesù è di proprietà dello Stato della Città del Vaticano, ci domandiamo perchè la stessa agevolazione non  sia stata prevista anche per coloro che, sempre in taxi,  accompagnano i bambini nei reparti pediatrici degli altri ospedali romani pubblici o privati che siano.

E questo nel momento in cui vi è una revisione delle tariffe dei taxi, che vede la commissione consultiva – creata ad hoc dall’amministrazione comunale – composta da ben 17 rappresentanti dei tassisti ((Bacino elettorale del sindaco Alemanno; ricordate i tassinari salutare romanamente la sua elezione?)) e da solo 3 rappresentanti dei consumatori.

fonte: RomaToday, Uaar

lug 162010
 

In Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono state 2 milioni 657 mila e hanno rappresentato il 10,8% dei nuclei residenti nel nostro Paese: si tratta di 7 milioni 810 mila individui poveri, il 13,1% dell’intera popolazione. Il dato è pressoché stabile rispetto al 2008, visto che l’effetto della crisi è stato mitigato da due ammortizzatori (Cig e famiglia), ma la situazione si aggrava comunque tra gli operai e nel Mezzogiorno. Peggiorano infatti le condizioni delle famiglie povere del Sud e cresce la povertà assoluta (che misura i più poveri tra i poveri) di quelle operaie.

Secondo i numeri forniti dall’Istituto di statistica, nel 2009, 1.162 mila famiglie (il 4,7% delle famiglie residenti) sono risultate in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% dell’intera popolazione). Sia la povertà relativa, che quella assoluta, sono risultate sostanzialmente stabili rispetto al 2008, sia a livello nazionale sia a livello di singole ripartizioni. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile per persona, che nel 2009 è risultata di 983,01 euro (-1,7% rispetto al valore della soglia nel 2008). L’incidenza della povertà assoluta viene calcolata sulla base di una soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire il paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile.

Il Mezzogiorno conferma gli elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa e 7,7% per l’assoluta) e mostra un aumento del valore dell’intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%) dovuto al fatto che il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto pressoché identico, ma le loro condizioni medie sono peggiorate. L’incidenza di povertà assoluta aumenta, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con persona di riferimento operaia (dal 5,9% al 6,9%), mentre l’incidenza di povertà relativa per queste famiglie aumenta solo nel Centro (dal 7,9% all’11,3%). L’incidenza diminuisce invece a livello nazionale tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio (dall’11,2% all’8,7% per la povertà relativa, dal 4,5% al 3% per l’assoluta), più concentrate al Nord rispetto al 2008.

fonte: Ansa

lug 152010
 

Si sarebbe dovuto tenere tra il 22 e il 24 luglio presso lo stadio comunale di Catella di Alcamo (TP) il Sikelian Hell, festival metal con la presenza anche di gruppi a livello internazionale. Ora però l’evento è stato annullato. Secondo gli organizzatori, il comune si sarebbe piegato alle pressioni dalla Chiesa, ritirando il patrocinio e negando l’autorizzazione per l’uso dello stadio.

Manfredi Pellitteri, uno degli organizzatori, afferma di aver ottenuto i permessi, ma che “al comune ci hanno detto che la Chiesa li ha minacciati di organizzare una manifestazione nei giorni dell’evento”, giudicato offensivo e satanico, e di avviare anche una raccolta firme. Gli organizzatori “per venire incontro alle richieste del comune”, avrebbero anche cassato la presenza della band Necrodeath. Pellitteri accusa: “l’amministrazione comunale ci ha lasciati da soli a pochi giorni dall’evento, nonostante ci avesse autorizzato all’utilizzo dell’impianto e ci avesse dato il patrocinio”. Intanto, è nata una pagina FaceBook di protesta contro l’annullamento del festival.

Il sindaco Giacomo Scala nega però di aver ceduto alle pressioni: “abbiamo parlato anche con il vescovo che era contrario, ma non prendiamo decisioni in base a quello che pensa la Chiesa”. Sostiene inoltre di non aver mai concesso lo stadio, visto che “l’evento era troppo grande per la struttura”.

fonte: Uaar, Vergogne Alcamesi

lug 142010
 

“Nel bel mezzo della crisi economica il governo greco spende miliardi di euro in armi“, titola con sdegno Dziennik Gazeta Prawna. In marzo l’esecutivo di George Papandreou ha stipulato un contratto per l’acquisto di due sottomarini tedeschi per un totale di 1,3 miliardi di euro, mentre nel mese di maggio si è impegnato a comprare navi da guerra ed elicotteri dalla Francia per 2,5 miliardi. Secondo alcuni esperti, la conclusione delle due transazioni era una condizione informale posta da Unione europea e Fondo monetario internazionale per l’erogazione del “pacchetto di salvataggio” da 110 miliardi di euro.

La notizia ha comunque provocato reazioni indignate in Grecia. Nei prossimi tre anni Atene dovrà tagliare 30 miliardi di euro di spese, con l’obiettivo di ridurre il deficit dal 13 al 3 per cento del pil. “Ci sentiamo obbligati a concludere accordi economici che non vogliamo. La Grecia non ha bisogno di altre armi“, ha dichiarato il vice primo ministro Teodor Pangalos durante una visita recente in Turchia. Germania e Francia, invece, sostengono che le due transazioni sono il risultato di anni di negoziati e non hanno niente a che vedere con il piano di salvataggio Ue. In ogni caso, il quotidiano di Varsavia fa notare che negli ultimi dieci anni i produttori di armi tedeschi e francesi hanno guadagnato una fortuna facendo affari con la Grecia.

fonte: Presseurop

lug 132010
 

Ogni mese ne sono distribuite 40 milioni di copie in 236 paesi e 180 lingue diverse. Senza abbonamenti e gratuito, la Torre di guardia, il mensile divulgativo della comunità dei Testimoni di Geova, è il giornale più diffuso al mondo.

La New York Review of Magazine ha pubblicato una lunga inchiesta sulla Torre di guardia, intervistando redattori, direttori e andando porta a porta con i testimoni.

Torre di Guardia è uno dei rari casi in cui una religione è nata da una pubblicazione. La sua prima edizione, con il nome di Zion’s Watch Tower, risale al 1 luglio 1879, curata da Charles T. Russell, editor della rivista avventista The Herald of the Morning. Dalle colonne del suo nuovo giornale, Russell cominciò a criticare le teorie avventiste e a formularne di nuove che poi sarebbero confluite nella religione da lui fondata: la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova.

Oggi la Torre di guardia e le altre pubblicazioni della congregazione sono pubblicate da due enti non profit: uno in Pennsylvania e l’altro a New York. Questa mastodontica operazione è garantita solo da donazioni e nonostante questo la Tract Society, l’ente di New York, è una delle quaranta società più ricche della città.

Ogni numero di Torre di Guardia nasce un anno prima della sua pubblicazione in una riunione della Commissione scrittura, composta da nove membri. Vengono scelti argomenti biblici, che siano interessanti sia per i testimoni sia per il grande pubblico e che rispondano a domande precise anche con l’ausilio di puntuali riferimenti alla Bibbia. Titoli come Bisogna essere sempre onesti?, Dio ci ha abbandonato? e temi come l’omosessualità o i terremoti servono anche per le attività di proselitismo.

Tutta la redazione di Torre di guardia vive insieme in cinque edifici in Brooklyn Heights, a New York. La società provvede ai pasti, all’alloggio e a un piccolo sussidio in modo che l’attenzione possa rimanere focalizzata sul lavoro. Al contrario di quanto si dice in giro, le donne possono scrivere sul giornale, ma non su questioni inerenti le scritture. Inoltre, dal 1940 non compaiono più i nomi della redazione: “La gloria dev’essere solo di Dio”.

fonte: Internazionale

lug 122010
 

Un anno fa, di questi tempi, l’Italia non faceva che parlare di clandestini. Il Pacchetto sicurezza voluto dal governo, che istituisce il reato di clandestinità e inasprisce le procedure di espulsione, veleggiava verso la ratifica parlamentare. In mare, erano appena cominciati i respingimenti, verso le coste libiche, dei barconi dei disperati diretti verso Lampedusa, la Sicilia, le nostre sponde meridionali. Clandestini, vade retro: all’opinione pubblica si recapitava il messaggio che il tempo degli ingressi selvaggi era finito, e che finalmente il problema stava per essere debellato.

Dodici mesi dopo, gli sbarchi dei clandestini sono crollati:  appena 29 nei primi quattro mesi del 2010. Secondo stime del ministero dell’Interno, gli ingressi complessivi sono passati da 150 a 50 mila persone: tre volte di meno. Eppure gli irregolari soggiornanti in Italia sono sempre di più. Secondo una ricerca dell’Università Cattolica di Milano, sono aumentati di 126 mila unità rispetto al 2009.

La contraddizione, naturalmente, è solo apparente. Ed è indotta dalla rappresentazione mediatica del fenomeno. Una rappresentazione distorta, per cui si crede che gli stranieri arrivino in Italia affidandosi ai trafficanti di uomini, che li imbarcano sulle carrette del mare o li nascondano sotto i tir provenienti dai Balcani. In realtà tutti gli esperti sanno che i viaggi della speranza riguardano solo il 10% degli immigrati. La stragrande maggioranza di loro giunge in Italia, molto più semplicemente, atterrando a Malpensa o a Fiumicino con un visto turistico, acquistato a volte legalmente, altre a caro prezzo da organizzazioni che ci lucrano. Una volta nel nostro paese, cercano un lavoro che trovano, naturalmente in nero, dopo qualche mese. Quindi, scaduto il visto e non potendo dimostrare di avere un impiego regolare, diventano automaticamente clandestini. Condizione in cui rimangono per anni, fino a quando non hanno la fortuna di passare dalle forche caudine di una sanatoria, mascherata da decreto flussi. Continue reading »

lug 102010
 

Affittasi appartamento a Roma. Pubblicando quest’annuncio, gli agenti immobiliari non si aspettavano certo di veder arrivare per la visita, oltre alla giovane coppia che aveva preso appuntamento, un gruppo di giovani italiani armati di bottiglie di spumante. Con questa “manifestazione festosa”, i giovani speravano di attirare l’attenzione sul fatto che, per quelli della propria età, i più severamente colpiti dalla crisi economica, l’affitto di un appartamento è spesso impossibile, per mancanza di mezzi.

Volevamo parlare del fatto che molti italiani semplicemente non possono permettersi di lasciare la casa dei loro genitori”, ha spiegato Chiara Bastianni. Venticinquenne, la giovane fa parte del gruppo “Fai la valigia”, all’origine di questa iniziativa. I giovani italiani sono spesso bersaglio di prese in giro a causa della loro propensione a restare nel grembo della “mamma” e vengono soprannominati “bamboccioni”. Sono ormai sempre più numerosi quelli costretti a rimanere a casa dei genitori perché impossibilitati a volare con le proprie ali.

Secondo l’istituto nazionale di statistica Istat, oggi il 60% dei giovani tra i 18-34 anni abitano con i loro genitori (contro il 49% nel 1983) e circa un terzo dei giovani tra i 30-34 anni sono nella medesima situazione, una proporzione che è quasi triplicata dal 1983.

Precarietà

Prima della crisi trovare un impiego stabile per un giovane italiano si trasformava già in un percorso ad ostacoli: senza raccomandazioni, non poteva sperare di accedere a uno dei rari posti di potere nel settore pubblico, mentre in quello privato le imprese ricorrevano spesso a contratti a tempo determinato.

La recessione del 2008-2009 non ha migliorato la situazione, aggravando ulteriormente il problema del precariato. Nel 2009, il 79% dei posti persi recensiti in Italia hanno riguardato persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni, rileva l’Istat, precisando che il tasso d’impiego per questa fascia d’età è precipitato al 44%, registrando una diminuzione quasi tre volte maggiore rispetto alla popolazione generale.

L’Italia è d’altra parte il paese europeo che conta il più grande numero di giovani disoccupati. Più di due milioni di italiani (21% di quelli tra i 15 ed i 29 anni) non hanno né lavorato né proseguito gli studi nel corso del 2009.

I sondaggi sottolineano che questi giovani non hanno scelto di rimanere a casa dei loro genitori. Secondo l’Istat, i motivi economici sono la prima ragione avanzata dagli italiani fra i 18 e i 34 anni per spiegare questo fatto, mentre la loro volontà di restare in famigliasi trova solo in terza posizione.

La percentuale dei giovani che sperano di lasciare la casa dei genitori nel corso dei tre anni a venire è passata dal 45,1% nel 2003 al 51,9% nel 2009.

“Generazione perduta”

Se potessi, se avessi un lavoro che mi desse maggiore stabilità, andrei via di casa domani”, testimonia Gabriele Gentile un romano di 26 anni, che non può prendersi l’impegno di pagare un affitto tutti i mesi vista la precarietà del suo contratto di lavoro.

Per la sociologa Chiara Saraceno, questa tendenza è preoccupante non solo per i giovani ma anche per il futuro del paese. Con un’entrata tardiva nel mercato del lavoro e una carriera segnata dall’insicurezza professionale, i membri di questa generazione sarebbero poi costretti ad aspettare per fondare una famiglia.

E’ la generazione che sopporta il fardello di una società che invecchia, di una società che investe molto poco per i giovani e che porta sulle proprie spalle il costo della crisi economica e i cambiamenti del mercato del lavoro”, afferma [la Saraceno, n.d.r] sottolineando il rischi di una “generazione perduta”.

Franco Ferrarotti, altro celebre sociologo della penisola, non è più ottimista. Secondo lui, i giovani italiani non hanno ormai altra scelta che “imparare lingue straniere e partire all’estero”.

Ciò che è veramente tragico in Italia è che la famiglia (in quanto valore) è forte ma fondare una famiglia costa molto caro, quindi senza gli immigrati, il tasso di crescita della popolazione sarebbe negativo”, afferma. “È come un lento suicidio”.

fonte: L’Expresstrad: Italia dall’Estero

lug 092010
 

A Roma sono circa 10.000 i posti letto gestiti da organizzazioni religiose. Nella maggior parte si tratta di strutture ecclesiastiche riconvertite – soprattutto in occasione del Giubileo del 2000 – in alberghi. Ristrutturazioni che molto spesso che hanno benificiato di finanziamenti da parte dello Stato italiano.

Un serio problema di concorrenza alla luce del fatto che queste strutture sono esentate dal pagamento l’ICI ed hanno una IRES ridotta al 50% in quanto ecclesiastiche e quindi considerate come enti di beneficienza. L’allarme, non proprio nuovo a dire il vero, è stata sollevato dal Presidente della Federalberghi di Roma Giuseppe Roscioli in una intervista a Repubblica. Roscioli ha citato come il turismo, a Roma e in provincia, abbia un giro di affari pari a circa 7 miliardi di euro l’anno e il 10% di questo è realizzato da strutture legate alla Chiesa cattolica. Alberghi che possono offrire – viste le agevolazioni fiscali – tariffe decisamente inferiore rispetto a quellae praticate dagli una equivalenti alberghi “laici”.

Vi è inoltre la considerazione, non certo marginale,  che queste strutture sono ubicate molto spesso in angoli di Roma “da cartolina”, ovviamente i più ricercati dal turista. Un esempio – ma gli alberghi “religiosi” sono diecine – è dato dal Donna Camilla Savelli Hotel (qua il sito) un quattro stelle già Convento delle suore oblate di Santa Maria dei sette dolori. Oppure da Villa Aurelia, la villa dell’immagine.