I fatti sarebbero questi: il dottor Carlo Rando, medico chirurgo e docente dell’Istituto Tecnico Industriale Statale-Liceo Scientifico Tecnologico “Ettore Molinari” di Milano , qualche mese fa ha portato in classe quattro conigli da sezionare per una lezione di anatomia. Uno di loro, tuttavia, era ancora vivo; il docente ha provato a ucciderlo a mani nude, strangolandolo e/o prendendolo a pugni, ma non riuscendoci lo ha preso a martellate sulla testa per finirlo, il tutto davanti agli studenti. La notizia può essere letta qui , qui , qui , qui e in vari altri siti.
Il dr. Rando ha già provato a difendersi presentando una versione dei fatti leggermente diversa; preciso che noi di Minitrue abbiamo contattato via email la presidenza dell’Istituto ma finora non ci è giunta risposta.
A parte il fatto che non è ben chiaro a cosa possa servire sezionare dei conigli per spiegare l’anatomia dell’animale uomo, se non per generiche somiglianze tra forma e posizione degli organi interni, in attesa che venga chiarita la dinamica dell’accaduto vorrei far notare alcune cose.
1) Se i fatti si sono svolti come indicato negli articoli di cui sopra, allora è stato sicuramente commesso un reato: non sono un’avvocatessa ma mi sembra abbastanza palese la violazione dell’art. 544-bis del Codice Penale (si veda qui) relativo all’uccisone di animali; la LAV ha già presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Milano e spero vivamente che il docente venga incriminato e paghi per quello che ha fatto. Quel coniglio non ha avuto scampo; non deve averne neanche lui davanti alla legge.
2) Se invece le cose stanno come dice il docente, i rilievi da fare sono leggermente diversi: è al corrente, il dr. Rando, che esistono metodi alternativi all’eviscerazione di animali veri per le lezioni di anatomia? E’ stato informato dell’esistenza di strumenti didattici come programmi al computer e modellini plastici? Sa che c’è una nota del MIUR del 29 aprile 2008 (si può leggerne il testo sul sito della LAV ) relativa all’impiego di animali e loro parti per le esercitazioni didattiche di biologia nelle scuole di ogni ordine e grado, che invita all’uso di supporti didattici moderni ed efficaci, oltre che eticamente sostenibili ? Se la risposta a queste domande è no, allora ci troviamo davanti a un docente che non si informa e non si aggiorna sulle metodologie didattiche, il che non è una gran cosa. Che ci siano alternative incruente per lo studio dell’anatomia penso lo sappiano anche i bambini, figuriamoci se può non esserne al corrente un docente. Inoltre: è vero o non è vero che già lo scorso anno quel professore era stato invitato dalla LAV a preferire metodi incruenti per le lezioni di anatomia? Cosa dunque spinge il dr. Rando a continuare a voler tagliuzzare animali veri invece di illustrare l’anatomia dell’animale uomo usando tavole illustrate (meravigliose quelle del Netter, sono sicura che, in quanto medico, il dr. Rando avrà passato ore a studiarle), modellini e computer?
3) Il metodo usato per uccidere quel povero coniglio è, francamente, raccapricciante e va condannato in ogni caso, comunque si siano svolti i fatti. Ricordo che un docente si pone davanti ai suoi alunni non solo come mero dispensatore di nozioni, ma anche come “educatore”; che deve non solo spiegare fatti e dati elementari ma mostrare ai suoi alunni un percorso di conoscenza ricco di concetti come rispetto, saggezza, sana curiosità – e in ambito scientifico uno dei significati che applico al termine “sano” è quello di “incruento”. Che esempio educativo può mai derivare dall’uccisione di un coniglio a martellate sulla testa? Il dr. Rando si sognerebbe mai di finire a martellate sulla testa un malato umano agonizzante? No, non credo. Bene, la cosa forse lo stupirà ma la legge – oltre al normale buonsenso - sancisce che anche gli animali non umani hanno dei diritti; rispettarli è un atto educativo di grande spessore. Sicuramente più della visione di mammiferi ammazzati e tagliuzzati per esporne i visceri.
