Meno alberi, meno prostituzione

 Posted by on 18 Ottobre 2010  Add comments
Ott 182010
 

Oggi le organizzazioni ambientaliste hanno espresso il proprio dissenso riguardo al progetto delle autorità locali dell’Abruzzo, regione del centro-Italia, di combattere la prostituzione con la deforestazione.

Per decenni l’amministrazione e i politici locali hanno cercato, con difficoltà, di tenere sotto controllo la strada Bonifica Del Tronto, un paradiso per il mercato del sesso, che dalla costa Adriatica percorre l’entroterra per più di 10 miglia, lungo il fiume Tronto. Negli anni, sono state installate telecamere, organizzati raid, è stata resa operativa una sorveglianza 24 ore su 24 e i sindaci dei paesi lungo la strada hanno varato provvedimenti che imponevano multe per i clienti delle prostitute. Tutto inutile.

Alla fine del mese scorso, l’assessore ai lavori pubblici del governo regionale, Angelo Di Paolo, ha annunciato che era arrivato il momento di adottare misure drastiche. Ha dichiarato infatti di essere d’accordo con il progetto dei portavoce provinciali e comunali di radere al suolo tutta la vegetazione “intorno e lungo le rive [del fiume Tronto]“, dove “lavorano” le prostitute.

L’autorità locale “deve contribuire alla soluzione dei problemi legati al rispetto della legge e all’ordine pubblico”, ha detto Di Paolo. Ma tre associazioni ambientaliste, incluso il WWF, hanno evidenziato in un comunicato come il progetto distruggerebbe 28 ettari (69 acri) di foresta, importantissima per l’ecosistema locale, e come il solo crimine di migliaia di alberi, che per il comune sono da abbattere, sia stato quello di “offrire, con le loro fronde, protezione e intimità alle prostitute”.

Le autorità, hanno aggiunto gli ambientalisti, “non hanno nemmeno tenuto in considerazione gli effetti positivi degli alberi tra i quali il fatto che essi assorbono migliaia di tonnellate di biossido di carbonio e danno all’uomo ossigeno” dicono. Inoltre, impediscono che i fertilizzanti e i pesticidi raggiungano il fiume.

Questo mese, un’indagine ONLUS ha rilevato come quai 600 prostitute lavorino sulla Bonifica Del Tronto. La maggior parte sono nigeriane, ma vi sono anche romene, brasiliane, albanesi e cinesi.

Di Paolo è un uomo noto per le sue reazioni forti. Qualche anno fa, quando era sindaco del paese di Canistro, divenne celebre per aver sparato ad un rapinatore di banca che aveva poi inseguito e catturato.

fonte: The Guardian. Articolo originale: “Italy to combat prostitution by cutting trees“. Immagine: Arnald.

  One Response to “Meno alberi, meno prostituzione”

  1. Ancora taglio Fiume Tronto: la verità e le proposte
    Sabato scorso LIPU, ProNatura e WWF hanno tenuto una conferenza stampa a Pescara insieme al Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (CCiclAT) ed all’Associazione On the road sulla vicenda del taglio della vegetazione lungo il Fiume Tronto.
    Innanzitutto è stato documentato in maniera incontrovertibile l’abbattimento di diversi alberi sul lungofiume (vedi le riprese: http://www.youtube.com/watch?v=la_s_6Mifx4&feature=player_embedded).
    Le immagini parlano chiaro: tronchi di salice del diametro di decine di centimetri, con lavori effettuati in questi giorni.
    Il WWF ha anche localizzato nel dettaglio l’area interessata dai lavori sulle immagini aeree del Portale Cartografico Nazionale e su Google Earth. Il sito, delle dimensioni di circa 450 metri per 55 metri di larghezza (quindi circa 2,5 ettari), si trova nel comune di Ancarano, al confine est con Controguerra. Le foto aeree consentono di stabilire che almeno fino al 2006 l’area era per metà coperta da una copertura arborea.
    Per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda, durante la conferenza stampa, WWF, LIPU e Pronatura, che hanno rilanciato il caso l’11 ottobre scorso, hanno mostrato gli articoli usciti su “Il Centro” nei giorni 24, 26 e 29 settembre (una lettera) ed un articolo ironico uscito su “La Repubblica” il 30 settembre.

    Nell’articolo del 24 si parlava, con tanto di dichiarazioni virgolettate dell’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Di Paolo, di “taglio della vegetazione intorno e lungo le sponde”.
    L’articolo del 26 settembre parlava di disboscamento e riportava la suddivisione dei compiti tra i vari enti e la superficie esatta su cui sarebbe intervenuto il Consorzio di Bonifica (28 ettari), precisando che “è stata campionata un’area di tre ettari per preventivare i tempi di intervento…”.
    Questi articoli non sono mai stati smentiti e solo dopo l’11 ottobre, quando il caso è diventato di dominio nazionale a seguito del rilancio delle associazioni ambientaliste, alcuni Enti hanno cambiato rotta nelle dichiarazioni.
    Ha dichiarato Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF: “Lungo il Tronto c’è stato un intervento con molti alberi tagliati e questo, grazie alle foto che mostriamo, è un dato incontrovertibile. Alcuni enti hanno in questi giorni smentito il taglio di alberi lungo la bonifica del Tronto. A questo punto ci dovrebbero spiegare chi sono gli autori di questo intervento che è avvenuto in una zona visibile a tutti. Ovviamente ci muoveremo per accertare chi ha agito e se chi ha realizzato questo intervento abbia avuto tutte le autorizzazioni del caso. Intanto, ci pare evidente che non sia un lavoro per il taglio da legna, visto che gli alberi sono stati buttati di lato e diversi tronchi lasciati a terra sul terreno. Chi sarà stato? E per quale motivo? Attendiamo spiegazioni. Nel frattempo, assieme alle altre associazioni ambientaliste, al Coordinamento per le piste ciclabili dell’Abruzzo teramano e all’Associazione On The Road rilanciamo una serie di proposte concrete per riqualificare il lungo fiume che da area degradata può e deve diventare un punto di forza per la qualità della vita di tutti i cittadini”.
    Raffaele Di Marcello del Coordinamento per le piste ciclabili dell’Abruzzo teramano ha illustrato le proposte del Coordinamento. “Da tempo chiediamo interventi concreti su quest’area sul modello di quanto accade sulla sponda marchigiana del Tronto. Tra questi:
    – pulizia immediata del terrapieno d’argine (sfalcio selettivo e rimozione rifiuti) così da renderlo da subito una pista adatta almeno alle mountain bike senza spese aggiuntive;
    – tabellazione di percorsi ciclopedonali ed equestri (le associazioni ambientaliste possono dare supporto per i pannelli esplicativi sull’ambiente naturale);
    – realizzazione di “orti urbani” nelle zone demaniali prive di alberi in alveo, da assegnare in comodato gratuito ai cittadini con precedenza per fasce deboli (pensionati, disoccupati, disabili lievi ecc.), che generano frequentazione, socialità, cibo a km zero e integrano i redditi bassi;
    – telecamere per dissuadere i clienti delle prostitute e dare sicurezza ai cittadini;
    – collegamenti ciclopedonali tra le due sponde (fasce protette ricavate a bassissimo costo sui ponti esistenti sul Tronto);
    – realizzazione di un collegamento ciclopedonale continuo fino alla foce, dove arriva la ciclovia costiera (Corridoio Verde) per “fare sistema”, anche adeguando la nuova rotonda SS16-SP1 alla normativa (Dlgs 366/98) che obbliga alla realizzazione di passaggi ciclabili;
    – sistemazione ciclopedonale dell’argine da portare avanti con investimenti annuali sul modello marchigiano”.
    Per chiudere, Vincenzo Castell, Presidente dell’Associazione On The Road che da anni si occupa proprio di dare assistenza alle persone sfruttate dal racket della prostituzione, ha dichiarato: “Chiediamo da sempre un momento di confronto tra enti locali, forze dell’ordine ed associazioni del territorio. Per parlare di prostituzione e di riqualificazione urbana in modo serio e non propagandistico. Spiace dover leggere che si presenti il taglio di rovi ed erbacce lungo gli argini del Tronto come un modo per facilitare la caccia alla prostituta in caso di controlli delle forze dell’ordine. Da tempo proponiamo ai Sindaci della Val Vibrata di attivare un tavolo di confronto tra amministratori locali, magistratura, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni e cittadini per valutare ed attivare in modo sinergico azioni che tengano conto della complessità del fenomeno prostituzione. Chi si prostituisce è prima di tutto una persona, spesso vittima della tratta di esseri umani o comunque, molto spesso, gravemente sfruttata da organizzazioni criminali. On the Road ha coordinato lo scorso anno una ricerca nazionale dalla quale emerge con chiarezza quanto poco efficaci siano state le diverse ordinanze tese a scoraggiare la presenza della prostituzione in strada e come l’accanimento contro le prostitute, piuttosto che l’impegno nel contrasto alle organizzazioni criminali, abbia determinato soltanto lo spostamento della prostituzione dalla strada anche agli appartamenti”.
    Le Associazioni ambientaliste, il CCiclAT e On the road invitano, quindi, tutti gli Enti a mettere da parte i proclami e le polemiche ed avviare concretamente un’opera di riqualificazione ambientale dell’area e di assistenza alle vittime dello sfruttamento.
    Il mondo del volontariato è pronto a fare la sua parte. I nostri amministratori?

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