nov 072010
 

Ieri siamo stati a Firenze a “annusare” il clima di  “Prossima fermata Italia“, la tre giorni organizzata da Matteo Renzi e Pippo Civati – giusto per citare i più  conosciuti – definiti forse in maniera sbrigativa e superficiale i “rottamatori” delle vecchia classe dirigente del PD ( e magari lo fossero sul serio).

Siamo sempre molto attenti e sospettosi quando si parla di PD, ma  in questo caso ammettiamo di aver osservato una platea attenta e propositiva di quattromila persone. Gente che non si fa più abbindolare dai vecchi e populistici slogan antiberlusconiani (e come tali berlusconiani) da talk show. Gente che vuole un partito diverso, forse nuovo.  Questo era l’umore che circolava ieri alla Stazione Leopolda. Numerosi gli interventi (del resto il tempo messo a disposizione era rigorosamente di cinque minuti) e molti di ottima  qualità (qualcuno, vedi Maria Paola Concia, che pur stimiamo, un pò sopra le righe).

Sarebbe lungo citarli ma, uno su tutti, crediamo, riassuma la situazione del Partito Democratico. Ovvero la distanza esistente fra una nomenclatura di partito ingessata nelle sue liturgie da ancien régime (e che parla ancora di feste dell’Unità) ed una parte del suo popolo che, al passo con i tempi ed il ritmo delle rete, chiede innovazione e progettualità politica dinamica e concreta. Ed è stato quando Sergio Staino – il vignettista padre di Bobo -, alla terza domanda sul perchè fosse presente alla convention, ha risposto: “chiedetemi perchè Bersani non è qui“.

 

  1 Commento a “Ma Bersani dov’era?”

  1. Bersani non c’era, in comprenso c’era l’onnipresente Melandri, alla faccia del rottamare la vecchia dirigenza.
    Io questo film l’ho gia’ visto: Veltroni con il suo accattivante sgloganuccio yes ui chen, la Serracchini finta ragazzina con la coda di cavallo…….. Poi li voti e a casa ti mandano un santino di D’Alema che ride, e ti hanno fregato un’altra volta

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