Riso amaro

 Posted by on 22 Novembre 2010  Add comments
Nov 222010
 

La Riso Scotti Energia – società del gruppo alimentare Riso Scotti – gestisce un inceneritore alle porte di Pavia. L’impianto dovrebbe produrre energia rinnovabile attraverso la combustione degli scarti dei cereali, la lolla. Per questo tipo di inceneritori sono previsti gli incentivi statali determinati dal Comitato Interministeriale Prezzi, ovvero il CIP6.

Adesso l’impianto di coincenerimento è stato posto sotto sequestro dalla magistratura e sette persone, tra cui il Presidente della società e l’amministratore delegato, arrestate.  Nell’inceneritore, secondo le indagini relative all’inchiesta “Dirty Energy” svolte dal Corpo Forestale dello Stato, sarebbero finiti materiali diversi da quelli consentiti. Pare infatti che siano stati utilizzati nella produzione di energia elettrica e termica – oltre alle previste biomasse vegetali – anche rifiuti di vario tipo quali il legno, le plastiche, gli imballaggi, i fanghi di depurazione di acque reflue urbane ed industriali ed altri materiali misti. Materiali che, per le loro caratteristiche chimico-fisiche, superavano i limiti massimi di concentrazione dei metalli pesanti quali cadmio, cromo, mercurio, nichel, piombo. Il reati ipotizzati sono di traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture e di truffa ai danni dello stato. Quest’ultimo reato in considerazione del fatto che tali rifiuti non potevano essere utilizzati in un impianto espressamente dedicato alla produzione di energia da fonti rinnovabili che ha goduto di pubbliche sovvenzioni.

L’ingresso delle circa 40mila tonnellate di rifiuti gestiti illecitamente nell’impianto veniva reso possibile attraverso la falsificazione dei certificati d’analisi, con l’intervento di laboratori compiacenti e con la miscelazione con rifiuti prodotti nell’impianto, così da celare e alterare le reali caratteristiche dei combustibili destinati ad alimentare la centrale. Il giro d’affari è stato quantificato in circa 30 milioni di euro nel solo periodo 2007-2009.

fonte: La Provincia pavese

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