Un nuovo Idolo per l’Arcigay

 Posted by on 11 Novembre 2010  Add comments
Nov 112010
 

Il Presidente dell’Arcigay Paolo Patanè ha così giudicato le parole che Gianfranco Fini ha speso domenica scorsa sul tema delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali:

“Le parole decise, chiare, esplicite sui diritti delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) e sui diritti delle coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali offrono a questo Paese per la prima volta nella storia della Seconda Repubblica la possibilità di confrontarsi con una destra finalmente laica, liberale, europea e di innescare un meccanismo fondamentale per la crescita di una sinistra altrettanto progredita e netta nel suo sostegno ai diritti civili. Quella Sinistra che da anni attendiamo”.

Mentre siamo d’accordo con Patanè sul giudizio in merito alla sinistra, usiamo invece molta cautela nel giudicare le parole di Fini. Aspettiamo di vederle seguite dai fatti. Perchè Fini, negli ultimi tempi, di parole ne ha dette tante ma pochi sono stati i fatti concreti conseguenziali, e quindi il dubbio è lecito. Del resto,  non è trascorso molto tempo da quando il Presidente della Camera si esprimeva in questi termini:

“Ai parlamentari di An dirò quello che ha detto Silvio Berlusconi ai parlamentari di Forza Italia: nessuno dia un sostegno al governo Prodi sui Dico. Il governo italiano è l’unico al mondo che si attribuisce l’onere, con molta presunzione, di fare una legge su questioni eticamente sensibili. Quando il ddl arriverà alle Camere, tra qualche mese probabilmente, andrà incontro ad una inevitabile bocciatura.” (Ansa, 9 febbraio 2007)

“Il ddl governativo tende surrettiziamente a equiparare la famiglia fondata sul matrimonio ad altre unioni (…) Il governo ha voluto presentare una legge dal forte valore ideologico e simbolico gradita solo a chi confonde la laicità delle istituzioni (che è un valore!) con uno stantio laicismo anticlericale. In altre parole, col pretesto del riconoscimento dei giusti diritti dei conviventi, il Governo ha alzato la bandiera ideologica di chi non avverte la necessità di tutelare i diritti della famiglia.” (Corriere della Sera, 10 febbraio 2007)

“Se lei mi chiede: ‘Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?’ Io le dico di no. Capito? Perché’ ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini.” (Corriere della Sera, 9 aprile 1998).

Ancora una volta ci sembra che Gianfranco Fini stia cercando di proporsi come “uomo per tutte le stagioni”, pronto a cavalcare la temperie più favorevole.

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