Nov 292010
 

Forse un motivo c’è se il ministro degli esteri Franco Frattini vede in Wikileaks un’arma per distruggere il mondo. E c’è da capirlo se il motivo  va ricondotto anche alle valutazioni (artatamente o, peggio, involontariamente) errate che il ministro fece sui rapporti italo-americani. Ecco cosa dichiarò nell’agosto 2009:

Non ci sono e non ci saranno malumori dell’amministrazione americana sulla politica energetica italiana:l’Italia ha una dipendenza energetica dalla Russia molto inferiore a quella di altri Paesi […] l’America sa che siamo e saremo un partner assolutamente leale” nonostante “l’alleanza strategica con Mosca”.

Dai documenti pubblicati da Wikileaks risulta invece che l’amministrazione americana la pensasse in maniera non proprio simile:

Il premier italiano è un inetto (feckless in originale) e si nutre su di lui un aperto sospetto per i suoi rapporti con Vladimir Putin, di cui è  “portavoce in Europa”. I rapporti fra i due sono sempre più stretti, conditi da “regali sontuosi” e da “contratti energetici lucrativi”. I diplomatici segnalano anche la presenza di “misteriosi intermediari (“shadowy” Russian-speaking Italian intermediary in originale).

Che aggiungere? Nient’altro, se non che abbiamo a capo della nostra diplomazia un ministro degno della politica estera che ci contraddistingue.

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