Europei usati come cavie

 Posted by on 27 dicembre 2010  Add comments
Dic 272010
 

È la prossima fermata della globalizzazione, ma ci sono buone ragioni per non rallegrarsene“, scrive Vanitiy Fair. Sempre più spesso i laboratori farmaceutici statunitensi testano i loro prodotti all’estero su soggetti che non beneficiano di tutte le garanzie di sicurezza. Questa tendenza riguarda i paesi del terzo mondo ma anche l’Europa, precisa il mensile newyorchese. Dal 2004 al 2007 il numero di studi clinici effettuati negli Stati Uniti è scesa del 5,2 per cento, mentre è aumentata del 16 per cento in Europa dell’est, del 12 per cento in Asia e del 10 per cento in America latina.

Il vantaggio per i laboratori, spiega Vanity Fair, è poter condurre i test in condizioni meno vincolanti e costose, ottenere presto risultati positivi e “convincere in questo modo la Food and Drugs Administration statunitense che i medicinali sono sicuri ed efficaci per gli americani“. Nel 2008 l’ottanta per cento dei prodotti sottoposti alla Fda sono stati testati fuori dagli Stati Uniti, vale a dire 58.788 sperimentazioni. Di esse 876 hanno avuto luogo in Romania, 589 in Ucraina e 716 in Turchia. Anche Estonia, Polonia, Russia, Lituania, Slovacchie e Croazia sono tra i paesi preferiti dai laboratori.

Senza controlli accurati questi testi si dimostrano spesso mortali. La rivista cita l’esempio di un vaccino per l’influenza testato in un rifugio per senzatetto di Grudziadz, in Polonia. Pagate la miseria di 2 dollari, “le cavie pensavano di ricevere una normale vaccinazione. Non era così. Almeno venti di loro sono morti“.

fonte: Vanity Fair – Presseurop

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