Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi, che venerdì era di passaggio a Sochi per incontrare il Presidente Dimitri Medvedev, si trova in Russia nel momento peggiore. Sull’onda delle rivelazioni trapelate in seguito alla lettura dei dispacci diplomatici americani resi noti da WikiLeaks, la strana “coppia” politica [Berlusconi] che compone col Primo Ministro russo, Vladimir Putin, dà origine a numerosi dibattiti.
Descrivendo una Russia trasformata in “Stato mafioso”, i rapporti dei diplomatici americani rivelano anche la forte preoccupazione suscitata da un’Italia la cui politica estera viene percepita come sempre più sottomessa a Mosca. Berlusconi viene descritto come “portavoce di Putin”. Ciò rappresenta una fonte di imbarazzo per il Cavaliere, anche se [Berlusconi] venerdì da Sochi si è fatto beffa di tali rivelazioni, smentendo di aver beneficiato personalmente dei suoi rapporti con Mosca. “Le rivelazioni di WikiLeaks dimostrano quanto sia cinica la politica estera americana”, ha tuonato Dimitri Medvedev.
“Regali sontuosi”
Secondo un dispaccio diplomatico del 2009, l’Ambasciata americana a Roma parla di una “politica estera (italiana) concepita per non negare mai nulla alla Russia”. Secondo l’autore del documento, Silvio Berlusconi avrebbe messo da parte il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, per stringere rapporti stretti con Vladimir Putin, con il quale si sarebbe scambiato “regali sontuosi”. “È difficile stabilire cosa ci sia alla base di tale amicizia, ma molti dei nostri interlocutori ci hanno comunicato che Putin si fiderebbe di Berlusconi più che di ogni altro dirigente europeo”, scrive l’ambasciatore americano Ronald Spogli. Secondo quest’ultimo, l’italiano “ammira lo stile macho ed autoritario” del suo omologo russo e vede in lui un “pezzo grosso” fatto a sua immagine e somiglianza, alludendo ai capitali privati di cui, secondo Washington, disporrebbe il Primo Ministro russo.
I dispacci descrivono inoltre rapporti personali basati sulle vacanze [trascorse assieme] sullo yacht di Berlusconi o nelle residenze di Putin. Al di là di questi dettagli piccanti, il dispaccio traduce la preoccupazione suscitata da un Berlusconi che, dopo aver suscitato l’irritazione di Washington sostenendo Mosca durante la guerra del 2008 contro la Georgia, è sospettato di “fare gli straordinari” in ambito UE e per conto di Mosca in merito alla questione NATO o quella dello scudo antimissilistico. Secondo quanto affermato dal dispaccio: “Il suo desiderio più grande è quello di restare nelle grazie di Putin, ed ha spesso espresso opinioni comunicategli direttamente ” da quest’ultimo, secondo il dispaccio.
Gli Stati Uniti sono inoltre molto preoccupati in merito al ruolo del gruppo ENI, legato al gigante Gazprom per il progetto del gasdotto Blue Stream, per quanto riguarda la definizione della politica estera italiana. In un dispaccio dal titolo “Richiesta di informazioni sui rapporti italo-russi”, Hillary Clinton in persona si chiede se gli interessi delle società italiane spingano Roma ad agire a scapito della politica occidentale in materia di sicurezza energetica.
“Un colpo tremendo”
Da quel momento, con il desiderio di calmare le acque, il segretario di Stato americano ha smentito i propri dubbi. Washington non ha “amici migliori” di Silvio Berlusconi, ha affermato nel corso della settimana. Ma nessuno ci crede. “Per chi come me si occupa di tali questioni da lungo tempo, la pubblicazione dei dispacci non è di per sé interessante, sapevamo già tutto”, affermava venerdì l’ex avvocato del petroliere, ora agli arresti, Mikhail Khodorkovski, Bob Amsterdam, che ora gestisce un blog che si occupa di questioni energetiche.
“Ciò che colpisce di più è il fossato che separa le dichiarazioni pubbliche americane in merito alla Russia da ciò che Washington pensa veramente”, ha aggiunto. ”La distanza è così grande da compromettere seriamente la credibilità della politica di ricostruzione dei rapporti tra Russia e Stati Uniti sostenuta da Obama. Diventerà molto difficile convincere il Congresso della sua buona fede”.
fonte: Le Figaro – trad.: Italia dall’estero